17 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
Scuola

Maturità, si insediano i 135mila commissari

54mila sono sconosciuti a mezzo milione di candidati. Si temono rinunce

ROMA - Prende virtualmente il via domani la maturità 2010, cui sono interessate 28mila classi terminali sparse per la penisola: con il via alle prove fissato per martedì, quando quasi mezzo milione di candidati al diploma sarà messo di fronte al canonico tema di italiano, domani mattina si costituiranno le oltre 10mila commissioni suddivise per tutto il territorio nazionale.

Alle 8,30, stesso orario della prima e seconda prova scritta (fissata per mercoledì 23), si presenteranno nelle sedi d'esame oltre 40mila commissari esterni e i 14mila 'presidenti', in buona parte dirigenti scolastici, anche loro sconosciuti agli studenti che si apprestano ad essere valutati.

L'insediamento della commissione si completerà con gli altri 80mila docenti interni, individuati a marzo dai singoli consigli di classe tra gli insegnanti delle discipline del quinto anno che il Miur non ha annoverato quest'anno come 'esterne': al liceo scientifico, ad esempio, i prof provenienti da altri istituti (quasi sempre della stessa città o comunque provenienti da zone limitrofe alla sede d'esame) insegnano italiano, filosofia e inglese; mentre al classico sono docenti di italiano, matematica e scienze naturali.

Per molte segreterie scolastiche quella di domani potrebbe rivelarsi una giornata tutt'altro che transitoria: negli ultimi anni è infatti cresciuto il numero di docenti e presidenti di commissione rinunciatari. Il ricorso al certificato medico o ad una motivazione di carattere personale o familiare particolarmente grave ha in certe casi motivato la rinuncia anche del 30% di commissari individuati d'ufficio dagli uffici scolastici provinciali. Creando non pochi affanni agli stessi Usp per cercare, con estrema urgenza, dei sostituti abilitati nella stessa disciplina e disponibili a subentrare.

Forfait a parte, saranno comunque 135mila i docenti e capi d'istituto chiamati a gestire le tre prove scritte (il discusso 'quizzone' è fissato per il 25 giugno con modalità ed orario stabilito dalle commissioni), le relative correzioni, il colloquio ed il giudizio finale. E poiché quattro membri di commissione su sette non appartengono all'istituto frequentato (a seguito del reintegro, nel 2007, delle commissioni esterne voluto dall'ex ministro Fioroni e confermato dall'attuale Gelmini), un abbinamento particolarmente sfavorevole potrebbe determinare votazioni basse e addirittura un eccesso di respinti.

Un numero, quello dei respinti, che quest'anno si temeva potesse decollare: sinora però l'obbligo per gli studenti di essere valutati in modo almeno sufficiente in tutte le materie ha prodotto una percentuale di non ammessi davvero marginale, inferiore all'1%. Riusciranno i candidati alla maturità a smentire i pronostici anche al termine delle prove?