27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Scuola | Milano

Al Vittorio Veneto maturità anche chi ha meno di 6

Il Preside al Corriere della Sera: «Non è disobbedienza, si possono alzare i voti»

MILANO - «Norma inapplicabile»: così il preside del liceo scientifico milanese Vittorio Veneto, Michele D'Elia, bolla in un'intervista al Corriere della Sera l'ordinanza voluta dal ministro Mariastella Gelmini che prevede l'ammissione all'esame di maturità «solo agli alunni che conseguono nello scrutinio finale una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline».

«Come avremmo potuto non ammettere un ragazzo per colpa di una sola insufficienza?» continua il preside commentando i tabelloni già pubblicati dal suo istituto da cui risulta che solo 4 su 180 studenti iscritti all'ultimo anni di liceo non potranno accedere agli scritti della maturità. Il dirigente non vuol però parlare né di un atto di «disobbedienza» né di «sei politico», spiegando che i voti sono stati alzati «perchè è nelle nostre possibilità», «lo prevede la normativa», e così «il consiglio di classe ha operato una sintesi collegiale rispettando la professionalità del singolo docente».

«I professori sanno applicare le leggi - conclude D'Elia - ma non dimenticano mai di avere a che fare con i giovani: non sono aridi esecutori di circolari».