31 marzo 2020
Aggiornato 05:00
La Cassazione: fu vittima di una imboscata

Marrazzo: io vittima e testimone della vicenda

L'Ex governatore del Lazio: «Importante quanto affermato dalla Cassazione»

ROMA - «Ho scelto il silenzio per sei mesi in rispetto dei giudici, degli investigatori e dell'Arma dei carabinieri. Mi sono assunto le mie responsabilità e quando è successo quello che è successo mi sono assunto le mie responsabilità verso i cittadini e gli elettori dimettendomi per colpe che sono personali e che hanno coinvolto anche la mia famiglia».

Così ha detto all'Apcom l'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Oggi la Cassazione, nelle motivazioni dell'ordinanza con la quale ha rinviato gli atti al tribunale del Riesame per i carabinieri che ordirono il ricatto a danno dell'ex governatore del Lazio, ha chiarito che Marrazzo fu oggetto di un'imboscata. «In questi sei mesi non è cambiato nulla quindi - ha continuato Marrazzo - ero e sono una vittima e un testimone di quanto avvenuto. È importante che ciò sia stato affermato dalla Suprema Corte».

Marrazzo aggiunge: «In questi sei mesi sono stato in silenzio e non ho contestato tutte le falsità che sono state dette nei miei confronti. La verità, comunque, l'ho sempre detta davanti ai giudici. Oggi - ha concluso l'ex presidente della Regione Lazio - ho pensato che in questo Paese un cittadino può attendere il lavoro della Magistratura con fiducia».

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