18 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Caso Orlandi

I legali della famiglia De Pedis: indagare la Minardi

«Ancora una volta assistiamo alla ennesima violazione del segreto investigativo nell'ambito della vicenda»

ROMA - «Se la Minardi è così attendibile come ritiene la Procura di Roma, non è dato di capire perché non sia stata ancora iscritta a registro indagati, avendo la stessa confessato di aver partecipato quantomeno al presunto sequestro». A chiederselo sono gli avvocati Maurilio Prioreschi e Lorenzo Radogna, che assistono i familiari di Enrico De Pedis.

Rispetto agli ultimi sviluppi dell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, i penalisti spiegano: «Ancora una volta assistiamo alla ennesima violazione del segreto investigativo nell'ambito della vicenda». E poi aggiungono: «Il signor Sergio Virtù (indagato per il sequestro, ndr) era stato appena interrogato dalla Procura di Roma e già ieri sera tutte le agenzie di stampa ne riportavano le dichiarazioni».

«La cosa non ci meraviglia più di tanto perché quella della violazione dell'obbligo del segreto è una costante di questa indagine e, con ogni probabilità, l'unico dato certo ed incontrovertibile - sottolineano Prioreschi e Radogna - Non possiamo non rilevare che la notizia della presunta svolta nell'indagine avviene dopo che la famiglia De Pedis ha presentato, presso la Procura della Repubblica di Perugia, un dettagliato e documentato esposto sulla vicenda».

Insomma «la ulteriore fuga di notizie rende ancor più attuale e fondato quanto denunciato dai familiari di Enrico De Pedis, i quali, certi della assoluta estraneità del loro congiunto a qualsiasi ipotesi riguardante la vicenda Orlandi, auspicano che la autorità giudiziaria di Perugia effettui tutti gli accertamenti da essi stessi richiesti. Ciò anche al fine di verificare se dietro il presunto coinvolgimento di Enrico De Pedis non si nasconda un tentativo di depistaggio ovvero una mera speculazione mediatica».