21 luglio 2019
Aggiornato 19:00
Il caso Orlandi

Emanuela Orlandi, c'è un indagato per omicidio e sequestro

E' «Sergio» conosciuto come l'autista di Enrico De Pedis, esponente di spicco della banda della Magliana

ROMA - Dopo 26 anni c'è un indagato per la scomparsa di Emanuela Orlandi. In serata il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Simona Maisto hanno interrogato nel carcere di Regina Coeli hanno interrogato Sergio Virtù, 49 anni, indicato dalla superteste Sabrina Minardi come l'autista del boss della Magliana, Enrico De Pedis. Secondo quanto si è appreso nei confronti dell'uomo è stato disposto l'arresto, per altre vicende, dalla corte d'appello, per un cumulo di pene da scontare e in forza di un possibile pericolo di fuga.

LE ACCUSE - Le accuse contestate a Virtù, nel fascicolo sulla Orlandi, sono quelle di sequestro a scopo di estorsione e omicidio volontario aggravato. A fare il nome di Virtù, oltre alla Minardi, è stata anche Fabiola Moretti, già pentita della banda della Magliana. Entrambe le donne lo hanno indicato come uno del gruppo malavitoso, legato a «Renatino» tra il 1982 e il 1983. La Minardi, in particolare, ha riferito agli inquirenti che Virtù sarebbe stato l'autista del boss della Magliana e in particolare a collegarlo alla scomparsa della Orlandi.

LA VICENDA - La Minardi, in particolare, ha raccontato agli inquirenti di aver visto la Orlandi al laghetto dell’Eur, nell’immediatezza del sequestro. Con la ragazzina ci sarebbe stato appunto Sergio. La Minardi ha anche sostenuto di aver guidato un’auto, con accanto De Pedis, seguito dalla vettura di Sergio che aveva a bordo Emanuela. Il gruppo raggiunse Torvajanica dove la 15enne venne affidata alle ’curè di un’altra signora.
Alcuni mesi dopo la Orlandi, sempre stando alla Minardi, venne consegnata a un sacerdote dopo essere stata prelevata dalla donna in un bar del Gianicolo dove le fu affidata dallo stesso Sergio. Contro l’uomo ci sono anche le dichiarazioni di un’altra donna, una sua ex convivente in tempi molto recenti. A lei avrebbe confidato in modo vago e generico di aver avuto un ruolo nella scomparsa della Orlandi e di aver ricevuto un congruo compenso. Ai pm, però, Virtù ha negato ogni addebito negando di aver conosciuto De Pedis ed escludendo qualunque partecipazione al sequestro della ragazzina. L’uomo ha ammesso, invece, di aver conosciuto Claudio Sicilia, considerato dagli inquirenti l’anello di congiunzione tra la camorra e la banda della Magliana, salvo poi diventare collaboratore di giustizia e per questo essere ucciso nel 1991 a Tor Marancia.