29 marzo 2020
Aggiornato 14:00
Libia - Svizzera

Frattini: spero ancora in una soluzione della crisi

«Non c'è molto da commentare» sull'appello alla jihad di Gheddafi

ROMA - Il ministro degli Esteri Franco Frattini spera ancora in una rapida risoluzione del contenzioso tra Libia e Svizzera, dopo che ieri il leader libico Muammar Gheddafi ha invitato alla 'guerra santa' contro la Svizzera a causa del referendum elvetico contro i minareti. Al riguardo Frattini ha detto al quotidiano italiano online Affaritaliani.it che «non c'è molto da commentare. C'è semplicemente da dire che auspichiamo una soluzione immediata del contenzioso che riguarda la Svizzera con la Libia».

«Si tratta di un contenzioso bilaterale - ha proseguito Frattini -, che speriamo sia rapidamente risolto e ovviamente continuiamo con le nostre posizioni molto chiare: l'Europa continua a negoziare con la Libia un accordo globale per la sicurezza, per l'immigrazione e per lo sviluppo».

«Al tempo stesso - ha concluso il ministro -, evidentemente, chiediamo alla Libia il rispetto di tutti gli impegni internazionali, con riferimento ad esempio al trattamento dei prigionieri e auspichiamo che il cittadino svizzero che è ancora detenuto in Libia venga poi perdonato, come tutti sperano; e come mi sembra che lo stesso figlio del leader Gheddafi abbia fatto capire nella sua telefonata dell'altro ieri all'avvocato di questo cittadino elvetico. Quindi, questi sono i termini della questione: non vi è né un interesse dell'Europa né un interesse dell'Italia a creare condizioni che inaspriscano i toni e la situazione. Questo è il punto».

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