25 gennaio 2020
Aggiornato 21:00
Salvato dal tempo che passa

Mills, per la Cassazione la corruzione c'è, ma è prescritta

Annullata la sentenza d'appello di Milano. Palazzo Chigi risarcito. Berlusconi soddisfatto a metà. Verdini: «Dimostrata persecuzione»

ROMA - Salvato dal tempo che passa: il legale inglese David Mills non dovrà scontare la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione inflittagli dalla Corte d'Appello di Milano perchè ieri sera la Corte di Cassazione - accogliendo le richieste del procuratore generale Ciani - ha stabilito che il delitto di corruzione in atti giudiziari è configurabile nella forma della corruzione susseguente.

Tradotto: è giusto accusare Mills di corruzione per avere ricevuto 600mila dollari per proteggere Silvio Berlusconi nei processi All Iberian (falso in bilancio e finanziamento illecito ai partito) e Arces ed altri, ma il reato deve considerarsi prescritto perchè si verificò l'11 novembre del 1999, e non nel febbraio del 2000, quando i 600mila euro in titoli furono effettivamente versati sul conto di Mills.

La Cassazione ha confermato, anche qui come chiesto dalla Procura, la condanna al pagamento di un risarcimento per danni di immagine alla presidenza del Consiglio dei ministri, che si era costituita parte civile nel procedimento, per un importo di 250mila euro. Mills dovrà inoltre ripagare le spese processuali di 10mila euro.
Questo processo giunto al grado ultimo di giudizio è destinato ad avere un peso al di là dell'aspetto giudiziario. Sabato infatti riprenderà a Milano il processo al Presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi per lo stesso reato.

E piovono i commenti politici. Per il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, «Il minimo che si può dire è che la gestione di rito ambrosiano della giustizia è andata incontro ad una dura sconfitta, che mette in difficoltà anche i giustizialisti da quattro soldi». «E' prematuro fare commenti su una sentenza della Cassazione di cui non conosco il dispositivo. In ogni caso, quello che ha deciso la Suprema Corte riguarda solo Mills e non anche Berlusconi» puntualizza invece Piero Longo uno dei legali del premier. Mentre per l'Italia dei Valori si tratta di una «condanna morale» per Silvio Berlusconi; il leader Antonio Di Pietro insiste, «in un altro paese il premier si sarebbe già dimesso».