17 giugno 2021
Aggiornato 02:00
Esteri

Libia-Svizzera, Frattini: ci sono le condizioni per un accordo

Per il Ministro sembra avviarsi verso la sua conclusione la crisi tra i due paesi

ROMA - Sembra avviarsi verso la sua conclusione la crisi diplomatica tra Svizzera e Libia, scoppiata nell'estate del 2008, quando il figlio del leader libico Hannibal Gheddafi fu fermato a Ginevra con l'accusa di aver maltrattato i suoi domestici. Come ha riferito infatti oggi il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini di fronte al Comitato parlamentare Schengen, ci sono ormai tutte le condizioni perchè un accordo tra Tripoli e Berna possa essere firmato.

Nell'incontro di Roma della settimana scorsa «il collega libico (Musa Kusa) ci ha portato una formula di memorandum d'intesa che il giorno dopo a Madrid è stata presentata agli svizzeri», ha detto Frattini. «Gli svizzeri - ha proseguito il titolare della Farnesina - apparentemente l'avrebbero accettata, perchè questo memorandum include il paragrafo che finora mancava: l'obbligo svizzero di investigare sulla fuga di fotografie di Hannibal Gheddafi in stato di detenzione, dico apparentemente perchè la Procura cantonale svizzera ha emesso un comunicato l'altro ieri dicendo che è stata aperta un'indagine sulla fuga di fotografie, il che vuol dire che de facto anche quella parte è stata adottata».

Anche la questione dei due cittadini svizzeri bloccati a Tripoli da oltre un anno e mezzo si sta risolvendo. Due giorni fa uno dei due, Rashid Hamdani, ha potuto lasciare la Libia, mentre il secondo, Max Goeldi, condannato a quattro mesi per soggiorno illegale nel paese nordafricano, si è consegnato alle autorità libiche, e si trova in una 'guest house' in attesa che la sua richiesta di grazia si accolta. Sarà questo il passaggio finale che permetterà la chiusura definitiva della controversia.