Letta e Berlusconi incontrano i vertici della Chiesa
Alla Cerimonia dei Patti Lateranensi la Polverini vede Bertone e Bagnasco
ROMA - A Palazzo Borromeo arrivano per primi, per primi se ne vanno. Il premier Silvio Berlusconi e Gianni Letta incontrano i vertici del Vaticano e della Cei per il tradizionale anniversario dei Patti Lateranensi nel giorno in cui il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio confida il suo turbamento per le indagini sugli appalti all'Aquila e la sua preoccupazione per la tempistica delle rivelazioni.
Che la campagna elettorale sia alle porte è evidente dall'arrivo della candidata del Pdl nel Lazio Renata Polverini. Al ricevimento offerto dall'ambasciatore presso la Santa Sede Zanardi Landi, l'ex sindacalista saluta tutti i presenti, politici, cardinali, giornalisti. Un abbraccio con Rutelli, uno scambio di battute con Casini, grandi sorrisi con vescovi e cardinali. A pochi metri di distanza passa il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, protagonista di un recente botta-e-risposta con Pierluigi Bersani sull'esodo dei cattolici dal Pd dopo la candidatura della radicale Bonino nel Lazio. Scambio cortese nei modi, fermo nelle divergenze. Tant'è, del Pd nell'elegante sede della rappresentanza diplomatica non c'è nessuno. Polverini, da parte sua, ha incontrato i cardinali Bertone e Bagnasco. La sostengono? le domandano i giornalisti. «Sì», dice con un sorriso. Fanno il tifo per lei? Un attimo di incertezza e Polverini risponde: «Questo non lo so». Intanto il Segretario di Stato Bertone, domani, dedicherà al tema dei cattolici in politica un lungo discorso ad un convegno a Riccione.
Tra le tartine e i calici di spumante sono molti gli ospiti che si aggirano per palazzo Borromeo. Ci sono i ministri Frattini, Tremonti, Scajola, Fazio, Sacconi, Ronchi e Matteoli. Barbara Palombelli si intrattiene a lungo con il direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Rutelli e Casini parlano con molti vescovi e cardinali. Molte le berrette rosse, da Martino a Turkson, da Antonelli a Silvestrini, da Kasper a Canizares. Il cardinal Ruini rimane poco tempo. Il direttore dell'Osservatore romano' Gian Maria Vian, finito di recente al centro di una campagna di critiche per il caso Boffo lanciato dal 'Foglio' - e poi difeso insieme al cardinal Bertone da una dura nota pubblicata con l'avallo del Papa - si muove a suo agio, tra saluti e conciliaboli.
All'affollato ricevimento, che inizia alle sei di sera, non ci sono più i protagonisti dell'incontro. I colloqui a porte chiuse si sono svolti dalle 16 alle 18, poi tutti via. Vari gli argomenti sul tappeto, dal taglio in finanziaria alle scuole cattoliche che l'esecutivo intende ripristinare all'ipotesi di un documento di linee guida sulle bioetica che i vertici della Chiesa hanno messo in cantiere. Dall'immigrazione - il competente organismo della Cei è tornato a difendere gli stranieri in vista delle Regionali - alla crisi economica. Del 'Bertolasogate' ufficialmente non si è parlato. Il cardinal Bertone è accompagnato dai vertici della Segreteria di Stato. Dopo poco arriva anche il presidente Cei Bagnasco. Infine Napolitano, Fini e Schifani. I rapporti tra Stato e Chiesa sono «ottimi» riassume alla fine un esponente di spicco della Santa Sede.
Napolitano conferma che «come sempre c'era un'atmosfera di grande cordialità e grande sintonia». E infatti il capo dello Stato si intrattiene un po', alla fine dell'incontro, con i cardinali Bertone e Bagnasco. L'ambasciatore Zanardi Landi mostra agli ospiti una preziosa tela di Caravaggio che verrà presto esposta alle Scuderie del Quirinale. Berlusconi, che l'anno scorso si era fermato a lungo per parlare a trecentosessanta gradi con i giornalisti, se n'è già andato appena sono finiti i colloqui ufficiali. Com'è andata?, urlano i giornalisti assiepati dietro le transenne. «Tutto bene», taglia corto il premier, senza sorrisi, prima di infilarsi nell'auto blu che lo porta, con Letta, alla Camera dei deputati.
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