8 dicembre 2019
Aggiornato 15:00
Politica & Giustizia

Per l'Anm il processo breve è «un colpo di spugna con effetti devastanti»

Documento approvato dalla giunta del sindacato delle toghe: «Si trasforma il processo penale in farsa e si blocca la giustizia civile»

ROMA - L'Associazione nazionale magistrati rilancia le «fortissime preoccupazioni per i prevedibili effetti del disegno di legge sul processo breve, che rischia di produrre conseguenze devastanti sull'intero sistema della giustizia italiana». Sarà un «colpo di spugna». Si apre così un documento approvato dalla giunta del sindacato delle toghe che, in qualche misura, anticipa i rilievi che dovrebbero essere messi nero su bianco nel parere che il Csm sta preparando sull'ultima proposta di legge della maggioranza in materia di legislazione sulla giustizia.

«PROCESSO PENALE FARSA» - «Il disegno di legge impropriamente intitolato misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi - sostengono i rappresentanti dei magistrati - cancellerà ogni speranza di giustizia per le vittime di reati di particolare gravità, trasformando il processo penale in una tragica farsa. La riforma che si vorrebbe introdurre consiste in un vero e proprio colpo di spugna, che assicurerà una completa impunità per i tipici reati della criminalità dei colletti bianchi, ma anche per molte insidiose forme di delinquenza diffusa in danno di persone deboli».

Secondo l'Anm, infatti, il nuovo ddl «renderà, di fatto, impossibile l'accertamento di delitti come gli omicidi colposi realizzati nell'ambito dell'attività medica, le lesioni personali, le truffe, gli abusi d'ufficio, la corruzione semplice e in atti giudiziari, le frodi comunitarie, le frodi fiscali, i falsi in bilancio, la bancarotta preferenziale, le intercettazioni illecite, i reati informatici, la ricettazione, il traffico di rifiuti, lo sfruttamento della prostituzione, la violenza privata, la falsificazione di documenti pubblici, la calunnia, la falsa testimonianza, l'incendio, l'aborto clandestino».

«SENSO DI IMPUNITÀ» - Inoltre, «verranno posti nel nulla centinaia di migliaia di processi, con un costo sociale altissimo: tra gli altri, saranno destinati all'immediata estinzione gran parte dei reati contestati nei processi per i crack Cirio e Parmalat, per le scalate alle banche Antonveneta e Bnl, per la corruzione nella vicenda Eni-Power. Si tratta di una regolamentazione che indirettamente rischia di alimentare il senso di impunità, con buona pace del diritto alla sicurezza dei cittadini onesti».

GIUSTIZIA CIVILE - «Altrettanto gravi - concludono i magistrati - sono le conseguenze del disegno di legge nel settore civile, per effetto della previsione che subordina la domanda di equa riparazione alla presentazione di una espressa richiesta di accelerazione del giudizio, cui consegue l'obbligo di fissare le udienze con una cadenza non superiore ai quindici giorni. Tale disposizione, destinata ad incidere su circa metà dei processi civili in corso, determinerà il più completo caos organizzativo, imponendo a ciascun giudice di trattare, ogni settimana, udienze con centinaia di cause, in condizioni di assoluto degrado della funzione giurisdizionale, che non potrà più offrire alcuna seria garanzia sostanziale ai difensori e alle parti».