Processo breve, per il Pd è un'amnistia
Battaglia in commissione Senato. Al via la discussione generale. L'Opposizione contesta i dati del Governo
ROMA - Il ddl sul processo breve porterà una «amnistia permanente»: su questa parola d'ordine, il gruppo del Pd al Senato ha impostato la battaglia in commissione Giustizia, dove stamane si è aperta la discussione generale sul provvedimento.
Una «amnistia permanente», spiega Felice Casson, capogruppo democratico in commissione, contro la quale il Pd ha iscritto numerosi senatori, anche componenti di altre commissioni, ciascuno incaricato di illustrare quali saranno le conseguenze dell'eventuale entrata in vigore della legge voluta dal centrodestra dopo la bocciatura del lodo Alfano sui singoli filoni dell'attività giudiziaria (reati ambientali, violenze familiari, incidenti sul lavoro). La discussione si annuncia quindi non rapidissima.
Ingolfamento del sistema - Secondo Casson la possibilità di estinzione dei reati porterà molti imputati a rinunciare ai riti abbreviati, causando un «ingolfamento» del sistema invece che uno snellimento dell'arretrato. Infine, il Pd contesta anche i dati snocciolati ieri in commissione dal ministro della Giustizia Angelino Alfano: le metodologie statistiche usate «sono da contestare - spiega - soprattutto per quanto riguarda la loro applicazione in futuro».
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