31 agosto 2025
Aggiornato 19:30
Politica & Giustizia

I dubbi del Pdl: rivedere ddl processo breve o nuovo Lodo

Crescono le tensioni nella maggioranza sulla norma «salvapremier». L'alt di Bersani: il testo «non è migliorabile»

ROMA - Migliorare il testo sul «processo breve», che l'opposizione identifica ormai come «salvapremier», o tornare al Lodo Alfano, con legge costituzionale. Anche nella maggioranza crescono i dubbi sul ddl sul processo breve. E dopo che il presidente del Senato Renato Schifani che ieri si è affidato al lavoro di deputati e senatori, che potranno «migliorare i testi per renderli invulnerabili alle censure eventuali della Corte costituzionale», oggi è la volta del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e del deputato Pdl, nonchè avvocato del premier Gaetano Pecorella, aprire e chiedere una correzione del testo. Ma dall'opposizione arriva l'alt del segretario Pierluigi Bersani: il testo «non è migliorabile».

PECORELLA: «RIVEDERLO» - Se il ddl sul processo breve «non va bene», si suggeriscano «emendamenti e proposte migliorative in Parlamento». «Oppure si stabilisca un lodo che garantisca di poter governare», afferma il ministro Scajola. E Pecorella, in una intervista a Il Corriere della Sera, rileva gli «aspetti di irragionevolezza» contenuti nella norma e sottolinea che il ddl «va rivisto».

«Le legge sul processo breve esprime un criterio condivisibile da tutti. Però, così come è articolata - spiega Pecorella - mostra aspetti di irragionevolezza e risponde ad esigenze demagogiche e populiste quando di escludono da questo percorso gli imputati con una precedete condanna e tutti gli stranieri accusati di immigrazione clandestina: per questo il ddl va rivisto rispetto ai criteri di applicazione della norma nella fase transitoria, e non solo, tenendo conto della complessità del processo, del numero degli imputati, della domanda sociale di giustizia».

UN NUOVO LODO «COSTITUZIONALE» - La strada del processo breve però «va perseguita in ogni caso, perchè è una questione di civiltà, mentre per tutelare le alte cariche dello Stato è ormai arrivato il tempo di riproporre per via costituzionale il lodo Alfano riveduto e corretto secondo le indicazioni che ci ha dato la Consulta», aggiunge Pecorella. Una ipotesi rilanciata anche dall'Udc: un nuovo lodo Alfano, stavolta votato con legge costituzionale.