14 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Reazioni. Politica & Giustizia

Pd: «Battaglia su processo breve». Udc: «E' una porcheria»

Bersani: «Berlusconi si faccia processare»

ROMA - L'opposizione alza il tiro contro il processo breve, mentre anche i finiani esprimono le proprie perplessità. E se Pier Ferdinando Casini boccia la proposta, definendola «una porcheria», e pensando di tornare al lodo Alfano, «ma stavolta approvato con legge costituzionale», il neo segretario del Pd Pierluigi Bersani non usa mezzi termini. Berlusconi, dice, «deve sottoporsi al giudizio» per è questa «la strada attraverso cui poter ristabilire la serenità per il beneficio di tutti».

LA BOCCIATURA DEL PD - Bersani, parlando del disegno di legge sul processo breve arrivato in Senato, ha spiegato che «il nostro obiettivo è fermare questa norma e sottolineare che ancora una volta questo paese si trova nel tritacarne dei problemi di Berlusconi e non va bene». Il segretario del Pd ha pure detto che «questo Paese merita di potersi occupare dei problemi veri. Credo che questo sia il punto di fondo e con questa ispirazione noi faremo una opposizione molto netta alle norme che arrivano in Senato». Una bocciatura sonora che arriva all'indomani del gesto con cui il capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro ha espresso il proprio sdegno per il provvedimento, lanciando il testo del ddl contro il muro in sala stampa a palazzo Madama.

CASINI: «TORNARE AL LODO ALFANO» - Questa mattina era stato Casini a schierarsi contro il ddl avanzato dalla maggioranza proponendo di tornar al lodo Alfano con una legge costituzionale. Una proposta diretta tanto all'opposizione quanto alla maggioranza, e che soddisferebbe le considerazioni della Corte costituzionale che ha bocciato lo scudo per le alte cariche approvato con legge ordinaria precisando appunto che la materia richiede un intervento legislativo di rango costituzionale».

I «DUBBI» DEI FINIANI - Anche i finiani sono tornati a ribadire i loro dubbi su come è stata costruita la norma. Un articolo pubblicato oggi dal Secolo d'Italia, corredato dalle dichiarazione dei «finiani» Giulia Bongiorno e Fabio Granata, si sottolinea che nell'elenco dei reati esclusi «è comparsa a sorpresa una voce che non era prevista: i «reati previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero». Insomma, l'immigrazione clandestina, il nuovo reato - si sottolinea - introdotto qualche mese fa con una norma fortemente voluta dalla Lega».