18 gennaio 2020
Aggiornato 23:30
Caso Marrazzo

L'ex governatore a PM: «Soldi servivano anche per droga»

Sentito nel pomeriggio l'ex presidente della Regione Lazio. Ascoltato anche il trans Brenda per indagini su secondo video

ROMA - I soldi «qualche volta» servivano oltre che per gli incontri sessuali con i trans, anche per la droga. L'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, lo ha spiegato nel corso dell'audizione svoltasi ieri pomeriggio, davanti al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo.

SENTITO COME TESTIMONE - La sua ammissione è una delle novità principali rispetto alle precedenti dichiarazioni rese dall'ex governatore, nell'ambito dell'inchiesta sulla estorsione da lui subìta e per la quale sono indagati 5 carabinieri. Marrazzo, sentito come testimone, è stato ascoltato negli uffici distaccati della Procura di Roma in piazza Adriana. L'ex conduttore di Mi manda Rai tre ha anche ribadito di non essere stato mai ricattato, ma ha ricostruito l'episodio avvenuto nel luglio scorso, in via Gradoli, come una rapina. Secondo quanto si è appreso rispetto al video, Marrazzo ha confermato di non essersi accorto che «qualcuno» lo stesse girando.

IPOTESI SECONDO VIDEO - Gli inquirenti della Procura di Roma ieri hanno ascoltato anche il trans Brenda sempre nell'ambito della medesima inchiesta. Secondo quanto si è appreso il viado è stato ascoltato anche riguardo l'esistenza, o meno, di un secondo video a luci rosse che la coinvolgerebbe insieme con l'ex governatore. Oggi saranno interrogati i quattro carabinieri coinvolti nell'inchiesta ed in stato di fermo.

DOMANI L'INTERROGATORIO DEI CARABINIERI - L'indagine istruttoria proseguirà domani con l'interrogatorio di tre dei quattro carabinieri coinvolti nella vicenda e detenuti a Regina Coeli. In particolare saranno ascoltati Luciano Simeone, Carlo Tagliente e Nicola Testini. Non è previsto invece l'interrogatorio di Antonio Tamburrino, il quarto carabiniere al quale è stata contestata l'accusa di ricettazione e omessa denuncia. Sempre in giornata dovrebbe essere ascoltato un quinto carabiniere il nome del quale esce dall'esame delle carte e dei verbali raccolti dagli investigatori. Si tratta di Donato D'Autilia che ha 43 anni ed è stato coinvolto in un'inchiesta sulla pedofilia. Si sospetta che egli abbia potuto avere un ruolo per quanto riguarda il commercio del video che ritrae Marrazzo nella casa di via Gradoli dove il filmato fu girato.