29 marzo 2020
Aggiornato 15:00
Reazioni. Nuova influenza

Le vittime dell'influenza A diventano 14. I pediatri: «no al panico»

Secondo i medici la situazione è sotto controllo

NAPOLI - Bisogna evitare di portare il bimbo al pronto soccorso alla prima tosse. A lanciare l'appello è il vicepresidente della Federazione italiana pediatri (Sip), Gianni Bona, spiegando che «bisogna cercare di non farsi prendere dal panico ed evitare di affollare i pronto soccorso pediatrici creando grossi problemi organizzativi. Tra sabato e domenica - racconta - nel nostro ambulatorio», quello della clinica pediatrica dell'ospedale di Novara, «abbiamo visitato 182 bambini. Ne abbiamo ricoverato uno solo. Sono numeri che parlano da soli».

SITUAZIONE NON E' CRITICA - La situazione, spiega, «è assolutamente non critica», soprattutto perché «è come una normale influenza e le persone devono affrontarla proprio nello stesso modo: chiamare il medico di famiglia ed eventualmente stare qualche giorno a casa». A proposito della concentrazione dei casi letali in Campania (8 su 14 finora), «i numeri sono troppo piccoli per tracciare delle conclusioni statisticamente significative», spiega Bona. «Su numeri così ridotti può anche trattarsi di una casualità».

NON E' LA PESTE - Le due nuove vittime, registrate in mattinata a Napoli, che portano il numero del decessi a 14 in tutta Italia, hanno creato allarme, ma i medici rassicurano: non siamo di fronte ad un'epidemia di peste» per questo «non ci sono sono motivi di particolare allarme in senso generale. Le previsioni fatte in merito a questo virus erano corrette e credo che i programmi vaccinali e le reti di controllo sulla sua diffusione messe in atto stiano funzionando. Siamo nella norma», afferma il presidente della Federazione nazionale dell'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Amedeo Bianco.

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