12 marzo 2026
Aggiornato 11:39

Nuova influenza, Science: Tasso diffusione pari ad altre pandemie

Secondo stime scienziati, percentuale decessi tra 0.4 e 1.4

La decisione dell' Organizzazione Mondiale della Sanità di alzare il livello di allerta globale pandemico a 5, senza escludere di poter arrivare a 6, è strettamente correlata al quadro della situazione sanitaria attuale, basata sui dati raccolti dalla rete di sorveglianza messicana, sul tasso di diffusione del virus nella popolazione e sul suo potenziale pandemico. Lo riferisce Science in un «press release» rilasciato alla stampa internazionale.

«Le nostre analisi- spiega l'autore dello studio, Neil Ferguson dell' Imperial College London - ci dicono che l'andamento del contagio virale è comparabile con quello delle maggiori pandemie avvenute nel ventesimo secolo . Anche se è difficile quantificare, in questa fase, l'impatto reale dell'infezione, causata da H1N1, sulla salute umana».

Infatti, i dati disponibili, al momento, sono ancora incompleti e rimangono le incertezze su come evolverà l'infezione. Ma questo tipo di indagini, dicono i ricercatori, sono importanti perchè possono costituire la base di decisioni di carattere politico-sanitario, come ad esempio, dove chiudere le scuole nei paesi interessati dall'infezione.

Secondo gli scienziati dal mese di aprile in Messico ci sarebbero stati tra i 6mila e i 32mila casi della nuova influenza, cifre che derivano da calcoli che si riferiscono ai flussi turistici e, più in generale, al traffico internazionale dei viaggiatori e ai casi influenzali confermati nel mondo . Queste stime, inoltre, implicano una percentuale dei decessi tra lo 0,4 e l'1,4%.

Come viene ricordato su Science, l'infezione è scoppiata a febbraio nel villaggio La Gloria,Veracruz, in Messico, dove più della metà della popolazione soffriva di malattie respiratorie acute e il 61% delle persone colpite era al di sotto dei 15 anni. In questo mese è stato anche determinato, con un modello matematico, il tasso di diffusione del contagio, per cui la variabile R0 risulta essere ad oggi, tra 1.4 e 1.6 e cioè uguale o leggermente più bassa rispetto a quella delle precedenti pandemie del 1918, 1957 e 1968. Gli scienziati dicono che le loro stime di trasmissibilità del virus sono consistenti o, poco inferiori con quelle usate nelle simulazioni al computer per studiare scenari pandemici. Il chè significa che le decisioni politiche eventualmente prese sulla base di queste stime devono considerarsi del tutto appropriate per contrastare l'epidemia in atto.