9 luglio 2020
Aggiornato 03:00
Intercettazioni

«Berlusconi strumentalizza archivio Genchi per compattare maggioranza»

Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta le dichiarazioni del Presidente Berlusconi sul «caso Genchi»

«Servono parole chiare, non contraddittorie e soprattutto bisogna scongiurare ogni strumentalizzazione«così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta le dichiarazioni del Presidente Berlusconi sul 'caso Genchi'.

«Stupisce - prosegue Ferranti - che poco più di una settimana fa il Ministro Alfano rispondendo ad un nostro question time alla Camera sulla legittimità dell'archivio Genchi sosteneva che l'acquisizione dei dati nell'ambito di una consulenza tecnica è consentita e l'uso dei dati è legittimo solo in virtù di provvedimenti dell'autorità giudiziaria e nel rispetto delle regole del codice di rito. Il ministro ribadiva inoltre che il consulente Genchi, al pari di qualsiasi altro 'tecnico', poteva acquisire dati, su incarico dell'autorità giudiziaria, mantenendo ovviamente il segreto d'ufficio sul contenuto.

In sintesi: Alfano nella risposta ai deputati del Pd non ha denunciato comportamenti illegittimi riferibili all'acquisizione di dati da parte del dott. Genchi ed era consapevole che si trattava esclusivamente di dati relativi a tabulati telefonici e non ad intercettazioni di comunicazioni. Stupisce pertanto che il Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che dovrebbe garantire l'esatta informazione dei cittadini, dica cosa diverse diffondendo notizie di grave allarme per l'opinione pubblica e colleghi maliziosamente l'archivio Genchi con la normativa sulle intercettazioni in discussione alla Camera.

Un'informazione corretta - prosegue - non può essere piegata agli interessi occasionali della maggioranza che sul tema delle intercettazioni è fortemente divisa come dimostrano gli oltre 250 emendamenti presentati in modo distinto da Alleanza nazionale, Forza Italia e Lega. Un conto - conclude - è regolamentare e disciplinare le consulenze tecniche in materia ed esigere che le intercettazioni telefoniche e l'esame dei tabulati avvenga nel rispetto della legalità, e questa è la linea del Pd. Altra cosa è voler comprimere il corretto diritto di cronaca e indebolire l'efficacia del potere investigativo delle forze di polizia e della magistratura per repressione di gravi reati e questa sembra essere la linea del presidente del Consiglio, mi auguro che non sia anche quella della parte più avveduta della maggioranza».