1 giugno 2020
Aggiornato 10:30

Cirio e Cotto (FI) contro i nuovi limiti alcolemici

Alla Commissione trasporti bottiglie con odg di protesta

Un ordine del giorno sulle etichette delle bottiglie di vino. La clamorosa iniziativa, promossa dal gruppo regionale di Forza Italia e in particolare dal vice capogruppo Alberto Cirio e dalla vicepresidente del Consiglio Regionale Mariangela Cotto, nasce per manifestare le forti perplessità in merito all’ulteriore riduzione dei limiti alcolemici prevista in una proposta di legge che presto approderà in Parlamento. Un provvedimento figlio, secondo i due consiglieri, di una «legislazione di deriva emergenziale che la storia del diritto ci insegna non aver mai prodotto i frutti sperati».

La protesta correrà quindi sull’etichetta delle bottiglie, perché i consiglieri azzurri faranno recapitare ai componenti della Commissione Trasporti della Camera vini locali con un ordine del giorno di preoccupazione e sollecito alla Giunta Bresso.
«Una provocazione – spiegano i due esponenti di Forza Italia – che però spera di aprire gli occhi ai parlamentari locali che dovranno esprimere il proprio voto su tale provvedimento. Non è possibile non guardare con imbarazzo a questo testo di legge. Un conto è la tolleranza zero nei confronti di chi si mette ubriaco al volante, che condividiamo pienamente, un conto è mettere in campo una vera e propria caccia alle streghe contro uno dei prodotti tipici della nostra Regione e della nostra nazione».
«L’attuale limite consentito di tasso alcolico, cioè lo 0,5% - continuano Cotto e Cirio – è un parametro adottato in tutta Europa e che, anzi, è la stessa Ue ad aver raccomandato affinché venga introdotto da tutti i Paesi comunitari».

«Ogni anno – affermano i consiglieri – la Regione Piemonte stanzia decine di milioni di euro per promuovere i marchi dei propri vini, pregiati, in tutto il mondo. Questo provvedimento rischierebbe di imprimere, in un colpo solo, un colpo ferale a questa nostra eccellenza. Vini come la Barbera, la Freisa, il Nebbiolo, l’Erbaluce, la Malvasia, il Moscato, il Grignolino, il Barbaresco ecc. meritano di essere trattati come una risorsa e non come un prodotto nocivo alla salute. La politica farebbe meglio a pensare a serie azioni per ridurre la velocità nei tratti stradali a rischio, ad investire molte più risorse per la manutenzione delle strade e a far rispettare rigorosamente le regole che già esistono. Non può si può continuare a rincorrere i fatti di cronaca usando solo il grimaldello delle pene, ma è indispensabile agire sulla prevenzione: questa è la sfida che lanciamo al Parlamento italiano».

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