12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Protesta studenti

Studenti a Roma da tutta Italia. Gelmini: «li capisco ma vado avanti»

«L'Onda sale, Roma trema», hanno urlato da piazzale Ostiense gli universitari di Roma Tre. Uno striscione esposto sul furgone in apertura del corteo: «Se l'Università è a terra noi assaltiamo il cielo». E cori: «Siamo tutti antifascisti»

Sono arrivati alla stazione Termini da tutta Italia, con autobus e treni partiti all'alba o a notte fonda. L'Onda è tornata in piazza a Roma per lo sciopero dell'Università. Quattro i cortei nella capitale: quelli degli studenti universitari dalla Sapienza e da Roma Tre. Da piazza della Repubblica quello degli studenti medi. Ma oggi è anche il giorno dello sciopero di Cgil e Uil, con il corteo partito da Bocca della Verità; Piazza Venezia e Piazza Navona i punti di arrivo. Traffico intenso e rallentamenti di auto nelle strade limitrofe al percorso dei tre cortei degli studenti, poi confluiti in uno solo. Il traffico è particolarmente intenso in piazza Venezia e via Cavour. Più regolare nelle vicinanze del Colosseo e in piazza di Porta Capena.

«L'Onda sale, Roma trema», hanno urlato da piazzale Ostiense gli universitari di Roma Tre. Uno striscione esposto sul furgone in apertura del corteo: «Se l'Università è a terra noi assaltiamo il cielo». E cori: «Siamo tutti antifascisti».

Un altro corteo è partito da piazza dei Cinquecento: attraversa via Cavour, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia per poi confluire a piazza Navona. Gli studenti medi sono partiti invece da piazza della Repubblica.

«Siamo 200 mila», hanno riferito gli organizzatori. Secondo le forze dell'ordine a manifestare circa 30 mila studenti.

«Se non cambierà lotta dura sarà». Uno slogan che arriva direttamente dal passato e che oggi gli studenti hanno scandito durante il corteo di Roma. I manifestanti, studenti delle superiori, delle università e ricercatori provenienti da tutte le parti d'Italia ribadiscono la loro volontà di «andare avanti con le diverse forme di protesta» fino alla «modifica sostanziale della 133» o «al suo ritiro».

I sindacati. «Insieme per il futuro del Paese»: con questo striscione è partito da Piazza Bocca della Verità il corteo organizzato dai sindacati di categoria di Cgil e Uil per contestare le politiche del governo in materia di università, ricerca e alta formazione artistica e musicale (conservatori e accademie).

Epifani: chi non c'è sbaglia. «Chi non c'è sbaglia», ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani riferendosi all'assenza della Cisl nella manifestazione. «Ogni volta che provano a isolarci gli va male però persistono. E perseverare è diabolico». Commentando il corteo dei sindacati (al quale secondo gli organizzatori partecipano in 100mila) Epifani ha sottolineato come «ancora una volta si confermi una grande manifestazione di giovani e lavoratori, una manifestazione con tante anime. La Gelmini continua a ripetere che noi non vogliamo le riforme. È lei invece che pensa di contrabbandare per riforma una politica di soli tagli».

Forze dell'ordine blindano Montecitorio. Presidiata dalle forze dell'ordine Piazza Venezia. Blindati Montecitorio e Largo Chigi.

Presidio alla Camera e al Ministero. Alcuni gruppi di studenti hanno annunciato l'intenzione di «assediare simbolicamente» Montecitorio, nonostante il divieto della Questura. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, sit-in davanti al ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere.

Gelmini: capisco il disagio, ma vado avanti. Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, in un'intervista a Repubblica ha detto di capire «il disagio degli studenti», confermando tuttavia che andrà avanti nel suo programma di riforma.