12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Cambiamenti climarici

«Per il clima. No al carbone e al nucleare, sì alle rinnovabili»

Marcia dei pinguini di Legambiente oggi a Civitavecchia

Venti «pinguini» in marcia a Civitavecchia (Rm), con cartelli, slogan, volantini al grido di «Fermiamo la febbre del pianeta: per il clima, contro il carbone ed il nucleare, sì alle rinnovabili». Legambiente ha voluto così ribadire ancora una volta la propria netta contrarietà al rilancio del carbone in Italia, con una giornata organizzata dai volontari ambientalisti che insieme a diversi rappresentanti del Coordinamento dei Comitati no al carbone e dei No Coke di Civitavecchia e Tarquinia travestitisi da pinguini, specie a grave rischio già oggi a causa dello scioglimento dei ghiacci, hanno marciato sul lungomare, distribuendo volantini informativi ai cittadini.

«Da Civitavecchia, dove è in atto la riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord in uno dei più grandi poli energetici d'Europa, appare davvero chiaro il motivo per cui nei giorni scorsi il Governo italiano ha puntato i piedi contro gli obiettivi per il clima dell'Unione Europea – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. L'Italia vuole perseverare nell'uso combustibili fossili, addirittura rilanciando il carbone e aggiungendo al mix anche l’energia nucleare, con una scelta pericolosa, sbagliata ed anti economica che rischia di riportarci in uno sporco passato piuttosto che proiettarci nel futuro pulito delle fonti rinnovabili, del risparmio e dell'efficienza energetica, quello che vorremmo per la modernizzazione e la crescita del Lazio e del Paese.»

Il nostro Paese rispetto agli obiettivi del protocollo di Kyoto e ai target dell'UE per il 2020 è in una situazione già disastrosa (nel 2005 in controtendenza rispetto al resto dell’Europa avevamo aumentato le emissioni di CO2 equivalente del 12,1% rispetto al 1990), che peggiorerà ancora con il carbone: solo a Civitavecchia saranno emesse ben nove milioni e settecentomila tonnellate all’anno di anidride carbonica (Co2) per produrre poco meno di 2.000 MW, con quello che viene chiamato «carbone «pulito», in realtà il peggiore combustibile per la salute del pianeta, a causa del suo elevato contenuto di carboni.

«Il nostro sistema energetico fa acqua da tutte le parti, con grandi impianti inefficienti e privilegi storici stratificati, bisogna intervenire per far fronte al surriscaldamento globale e ai mutamenti climatici, ma anche riformando la produzione energetica, a partire da questo grande polo del Lazio nord, arginando così l’attuale crisi economica e finanziaria -ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio -. Un contesto in cui vanno anche verificati fino in fondo i lavori in corso a Torre Valdaliga Nord, dove i controlli dell’Osservatorio ambientale non hanno avuto nessuna utilità quando sono stati fatti, il biomonitoraggio da realizzarsi prima dell’accensione degli impianti è scomparso nel nulla e pure sulla poseidonia reimpiantata i lavori di manutenzione non sono mai stati realizzati.»

In queste settimane prende il via anche la campagna contro il nucleare di Legambiente: il nucleare non ha risolto i suoi problemi di sempre, la sicurezza intrinseca non esiste, la gestione millenaria delle scorie è un problema ancora in tutto il mondo. E’ evidente che il nucleare non è nemmeno la soluzione vera né alla lotta ai cambiamenti climatici né all'esaurimento dei combustibili fossili: in soli due anni di lavoro la Regione Lazio ha autorizzato impianti solari fotovoltaici per 130 MW, quasi quanto i 210 MW di potenza del nucleare di Borgo Sabotino, all’epoca il più grande reattore d’Europa. E' un falso mito anche quello dell’economicità dell’energia atomica: tutti gli studi internazionali mostrano come il nucleare sia la fonte energetica più costosa e meno competitiva.