28 febbraio 2021
Aggiornato 20:00
Emergenza idrica

Siccità nel Basso Sulcis, per l'agricoltura 5,6 milioni di metri cubi d'acqua

La cifra, già indicata nelle riunioni dell'11 luglio a Iglesias e del 29 a Masainas, è stata confermata ieri pomeriggio durante un vertice che si è tenuto a Cagliari

Saranno 5,6 milioni i metri cubi di acqua disponibili fino al 31 dicembre prossimo per l'agricoltura nel Basso Sulcis. La cifra, già indicata nelle riunioni dell'11 luglio a Iglesias e del 29 a Masainas, è stata confermata ieri pomeriggio durante un vertice che si è tenuto a Cagliari e coordinato dagli assessori regionali ai Lavori Pubblici, Carlo Mannoni, e dell'Agricoltura Francesco Foddis. Hanno partecipato il presidente e il direttore generale di Enas (Ente acque della Sardegna), il commissario del Consorzio di bonifica del Basso Sulcis.

«Considerata la gravissima siccità di quest'anno - hanno spiegato Mannoni e Foddis - si tratta di un volume d'acqua che certamente comporterà dei sacrifici per gli agricoltori ma che allo stesso tempo non metterà a rischio le colture impiantate. La Regione sta facendo tutto quanto possibile per garantire l'acqua sia al sistema industriale che a quello agricolo in un territorio, che fa capo al sistema di Monte Pranu-Flumentepido, duramente colpito da questa calamità. E per dare assoluta priorità ai bisogni del comparto agricolo, per la prima volta abbiamo deciso di ridurre l'apporto d'acqua all'industria, dal bacino di Monte Pranu, di oltre il 50 per cento rispetto agli anni scorsi».

«Inoltre - hanno aggiunto i due assessori - sono state avviate operativamente le iniziative per lo sfruttamento di tutte le risorse idriche disponibili (pozzi minerari, acque reflue, riciclo), con l'obiettivo di rendere autonomo il Cnisi e non gravare sulle risorse della diga. Queste risorse alternative saranno utilizzabili entro pochissimi giorni».
Da parte sua, il Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis effettuerà un costante e quotidiano monitoraggio per scongiurare perdite dalle condotte.