19 novembre 2019
Aggiornato 18:00
SOS foci dei fiumi: 60% gravemente inquinate

Goletta Verde di Legambiente al giro di boa

Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Puglia e Molise le Regioni messe sotto osservazione da Goletta Verde

Giunge a metà il periplo di Goletta Verde di Legambiente lungo le coste italiane. Un mese di navigazione e nove le regioni passate al microscopio dagli equipaggi e dai biologi di Goletta Verde, la storica campagna di monitoraggio e informazione sullo stato di salute del Mare Nostrum firmata Legambiente e realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare, e la collaborazione del Ministero dell’Ambiente e tutela del territorio e del mare.

Le fotografie ad oggi scattate al mare italiano restituiscono nel complesso un bilancio piuttosto positivo sul fronte della qualità delle acque di balneazione. Su 284 prelievi effettuati, 260 sono usciti puliti, 17 sono risultati leggermente inquinati, 5 inquinati e 2 gravemente inquinati. Nonostante alcune criticità, le acque di balneazione delle regioni toccate nella prima parte del viaggio di Goletta Verde non destano preoccupazione. Le note dolenti, invece, riguardano ancora una volta le foci dei fiumi che, seppur non balenabili per legge, vengono monitorate ogni anno dai biologi di Legambiente perché sono un indicatore puntuale della qualità della depurazione e rappresentano spesso il principale fattore di inquinamento dei nostri mari. Su 52 punti di campionamento relativi alle foci ben 31 fanno registrare parametri vertiginosamente fuori dai limiti consentiti dalla legge, risultando gravemente inquinate, 3 sono inquinate, 5 leggermente inquinate e solo 12 pulite. Una situazione da codice rosso che conferma, come gli scorsi anni, sia l’assenza di una corretta gestione, sia politiche depurative gravemente carenti. Il problema dell’inquinamento alle foci dei fiumi è comune a tutte le Regioni visitate da Goletta Verde ed è particolarmente grave in Campania. Uniche eccezioni la Toscana, dove solo una delle cinque foci analizzate risulta gravemente inquinata mentre tutte le altre hanno fatto registrare valori di inquinamento batterico entro i limiti di legge, e la Puglia, dove le due foci campionate risultano entro la norma.

Non solo analisi sulla stato di salute del mare, ma anche monitoraggio dell’intero ecosistema costiero tra le attività sinora svolte da Goletta Verde. Ancora troppi gli ecomostri che incombono sul nostro litorale. Dopo l’abbattimento di Punta Perotti, resta tuttora in piedi, sempre in Puglia ma nel Foggiano, il villaggio abusivo di Torre Mileto. Un caso su tutti di pessima gestione del territorio, troppo spesso divorato da attività volte alla pura speculazione e lontane da qualunque politica di salvaguardia e tutela dell’ambiente. Ma ce ne sono molti altri. Continua a deturpare il litorale della Penisola Sorrentina, ad esempio, lo scheletro di cemento dell’Albergo di Alimuri. Grave la situazione anche in Calabria, dove gli ecomostri in riva al mare non si contano davvero. Si va dalla Palafitta e dal Trenino di Falerna (Cs), ai tre mega-alberghi sulle coste di Fiuzzi (Cs), passando per il grande complesso residenziale di cinque piani costruito a picco sul mare lungo la costa di Joppolo (VV) o per il Pennello di Vibo Marina. Non è indenne dal fenomeno neanche la costa ionica della Calabria, vittima di un abusivismo che trova le sue radici negli politiche edilizie degli anni ’80 e di concessioni del tutto estranee a pianificazioni territoriali sostenibili. Altrettanto grave la Sicilia, le cui coste sono state aggredite, tra l’altro, dall’ampliamento della lottizzazione della Torre delle Ciavole a Piraino (Me).