23 marzo 2019
Aggiornato 15:00
fintech

Record di crescita per BorsadelCredito: triplicati i prestiti in un anno

Costante e solida la crescita della società: a maggio 2018 l’erogato complessivo ha superato quota 35 milioni

Record di crescita per BorsadelCredito
Record di crescita per BorsadelCredito Shutterstock

MILANO – Nuovo record per BorsadelCredito.it, il primo operatore italiano di «peer to peer lending» per le PMI, che da inception (ovvero dalla partenza) al mese di maggio ha erogato oltre 35 milioni di euro a 467 imprese italiane, una valore triplicato rispetto allo stesso periodo del 2017, quando l’erogato totale si attestava a 12,274 milioni suddivisi tra 315 PMI.
 
Cresce soprattutto il taglio medio dei prestiti concessi: se infatti a maggio 2017 questo valore si attestava sugli 83mila euro, oggi – considerando il singolo mese – il finanziamento medio ottenuto attraverso il portale di BorsadelCredito.it è di oltre 194mila euro. Ma a rafforzarsi è anche la mole dei prestiti di ogni mese: laddove l’erogato medio mensile nei primi 5 mesi del 2017 era di poco superiore al milione di euro, lo stesso periodo sul 2018 ha fatto registrare un erogato medio mensile superiore ai 2,5 milioni diretti alle PMI: una performance media quasi triplicata in 12 mesi.
 
La corsa di BorsadelCredito.it si inserisce in un contesto che vede l’erogato complessivo delle nove piattaforme monitorate da P2P Lending Italia superare i 126 milioni di euro solo nel primo trimestre 2018: quasi il doppio di quello realizzato nell’intero 2016 e una cifra in aumento del 200% anno su anno o del 180% se si esclude CashMe, che nel primo trimestre 2017 non era rilevata. E si tratta, come sottolinea la stessa P2P Lending Italia, di un dato che sottostima la realtà perché non tiene conto né di realtà già operative come Credimi e Prestacap, sia delle nuove piattaforme entranti sul mercato. Si stima che entro fine 2018 il P2P lending italiano sfonderà quota un miliardo di euro.
 
Non si tratta solo di numeri: in particolare in Italia, che esprime uno dei mercati europei con la crescita più solida, l’interesse di mercato, istituzioni e stakeholder inizia a essere palpabile. Un risultato di questa attenzione è stato all’inizio dell’anno il cambiamento normativo in merito alla tassazione sui redditi per i prestatori, che dallo scorso gennaio è stata portata per il social lending al 26%, equiparandolo quindi ad altri strumenti di investimento.
 
Proprio il confronto con le altre asset class con caratteristiche di rischio/rendimento simili a quelle del P2P lending mostra come quest’ultimo sia il più performante dal punto di vista dei rendimenti. Prendendo in esame i numeri di BorsadelCredito.it, al netto dell’effetto Fondo di protezione, il rendimento della piattaforma si attesta sul 4,96%. Il rendimento al lordo di questa copertura si è attestato invece al 5,48%. Un valore in linea con quello medio offerto delle principali piattaforme britanniche che ha segnato +5,59% a un anno (dati a fine aprile) in base al Liberum AltFi Returns Index.
 
Il prodotto di BorsadelCredito.it, con questi numeri, permette un guadagno netto annuo di oltre 367 euro su un capitale investito di 10mila euro, alla luce della nuova tassazione al 26%. I fondi bond corporate a 4 e 5 stelle Morningstar – quindi i migliori della categoria – hanno invece segnato una perdita dello 0,07% a un anno. Se consideriamo il rendimento annualizzato degli ultimi tre anni, si attesta all’1,2% che corrisponde a un guadagno al netto delle imposte di poco superiore agli 88 euro: meno di un quarto di quello ottenuto con il P2P lending. Guadagno che non tiene conto delle commissioni di ingresso né di quelle di gestione dei fondi comuni e che quindi ne sovrastima la reale entità.

 A maggio i Btp quinquennali, altra asset class con cui confrontiamo i prestiti di BorsadelCredito.it, hanno staccato una cedola di 0,95%: 95 euro di rendimento lordo su un investimento di 10mila euro e poco più di 83 euro al netto dell’imposta agevolata al 12,5%, in un mercato peraltro che mostra una volatilità estrema ed è tutt’altro che risk-free. Maglia nera si confermano i conti deposito vincolati, che hanno offerto un rendimento medio dello 0,42%, corrispondente a un reddito che supera di poco i 30 euro al netto del 26% di ritenute, sul medesimo ticket di ingresso di 10mila euro.