17 agosto 2018
Aggiornato 11:30

Confindustria fa tappa a Biella: «Tecnologia inutile se non c’č formazione»

Appuntamento il 30 gennaio a Biella per la tappa piemontese del road show organizzato da Confindustria
Confindustria fa tappa a Biella: «Tecnologia inutile se non c’č formazione»
Confindustria fa tappa a Biella: «Tecnologia inutile se non c’č formazione» (Shutterstock.com)

BIELLA - A parlare è Luca Patti, amministratore delegato del Lanificio Zignone e membro del comitato scientifico del Digital Innovation Hub piemontese. Anche lui nella parterre di personaggi di spicco del panorama industriale italiano che prenderà parte all’appuntamento biellese «Industry 4.0», il road show organizzato da Confindustria su tutto il territorio nazionale per formare e supportare le PMI al processo di ammodernamento industriale previsto dal piano Industria 4.0. Un piano che, nonostante il digiuno di competenze digitali che ci contraddistingue rispetto al resto d’Europa, ha funzionato. E i dati lo dimostrano. Nell’ultimo trimestre del 2017 gli ordinativi di robot e di macchine utensili destinati al mercato italiano hanno fatto un balzo in avanti senza precedenti, raggiungendo un incremento dell’86,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre crescono in misura più ridotta (6,2%) anche gli ordini provenienti dall’estero. Numeri che evidenziano una grande propensione a investire del mercato italiano e che derivano principalmente dalle agevolazioni introdotte dal Piano Calenda, con i Super e iperammortamento, la nuova Legge Sabatini e la detrazione fiscale per spese in Ricerca e Sviluppo.

Confindustria fa tappa a Biella
La tappa biellese di Confindustria (unico appuntamento in tutto il Piemonte) rappresenta un appuntamento importante per tutte le PMI del territorio. A fare da cornice all’evento, che si terrà il 30 gennaio presso l’Unione Industriale Biellese, una città che ha assunto un ruolo da protagonista nella precedente rivoluzione industriale, grazie a un territorio prosperoso e una tradizione secolare nel tessile. Biella fu la città in cui, nel 1816 - grazie a Pietro Sella - arrivarono i primi telai meccanici, ideati dagli inglesi nel corso della Rivoluzione industriale ed è oggi l’unico distretto in Europa a conservare integra e vitale l'intera filiera produttiva del tessile, dal trattamento delle fibre sudice al capo finito. Una storia fatta di tradizione e di uomini che, ora, debbono affacciarsi al futuro. «Di fronte alla quarta rivoluzione industriale, l'essere un distretto compatto è un un valore aggiunto, ma tutti dobbiamo essere pronti a gestire i prossimi cambiamenti», precisa Luca Patti.

Tecnologia è inutile senza formazione
L’obiettivo del road show di Confindustria è proprio questo, preparare le PMI a gestire i prossimi cambiamenti, resi necessari dallo sviluppo dirompente delle tecnologie. «Si tratta di un momento formativo che ha lo scopo di illustrare tutte le opportunità legate all'Industria 4.0 - ci spiega Luca Patti -. Non si tratta solo di sgravi fiscali ma anche, e soprattutto, di avere la consapevolezza di tutti gli strumenti che sono a disposizione delle imprese per migliorare la propria organizzazione. In particolare, le tematiche che saranno approfondite riguarderanno la gestione di consumi energetici, la gestione della produzione, il revamping di impianti industriali, la sicurezza e la gestione dei database. Quello che si vuole trasmettere è che Industria 4.0 è un 'opportunità di accelerare l'ammodernamento delle nostre aziende, permettendoci di rendere più efficienti i processi produttivi.  Per ottenere questo la tecnologia è inutile se non è supportata da un'adeguata formazione alle persone, sarà quindi molto importante puntare sugli aspetti culturali e formativi».

La banda larga e le «autostrade informatiche»
Un nodo importante da sciogliere è, infatti, quello legato al digiuno di competenze digitali. Dati Eurostat, in Europa il 44% delle persone né è completamente sprovvisto. Non solo giovani: ci sono oggi in Italia 13 milioni di adulti con skill di base bassi; si tratta soprattutto di persone mature, che lavorano nelle piccole imprese e di immigrati. A fronte di questo, solo il 14% degli adulti a bassa qualificazione partecipa a qualche tipo di formazione per adulti. Un bilancio drammatico, tanto da aver spinto la Commissione UE, di recente, ad adottare un piano specifico e a livello comunitario per formare i cittadini ed aiutarli ad affrontare le sfide presenti e future. Nel pacchetto anche diffusione della banda larga nelle scuole, spinta alle materie scientifiche e sensibilizzazione sulle fake news. Appunto, banda larga, un altro tassello fondamentale per l’ammodernamento delle PMI, tra i punti principali del recente piano politico messo a punto dal ministro Calenda e dal segretario nazionale della FIM-CISL Bentivogli e che prevede la copertura dell’85% della popolazione al 2020 con 100 Mbps. «La possibilità di avere "autostrade informatiche" veloci è una condizione imprescindibile perché le opportunità legate alla digitalizzazione possano essere sfruttate appieno - afferma Luca Patti -. Non servirebbe a nulla avere delle aziende completamente interconnesse al loro interno, ma incapaci di comunicare con l'esterno».

Ma l’interesse delle PMI c’è…
Il problema della banda larga riguarda soprattutto le PMI che si trovano in territori lontani dai maggiori distretti urbani. «A oggi il problema nel biellese esiste, soprattutto in alcune aree dove i collegamenti in rame sono ancora l'unica soluzione - ci spiega ancora Luca Patti -. La fibra ottica si sta avvicinando alle aree industriali ma i costi di allacciamento sono ancora molto elevati. Indipendentemente dai problemi di connessione, l'interesse da parte delle imprese è molto e il workshop organizzato da Confindustria e Digital Innovation Hub è proprio un esempio di come si possa rispondere con chiarezza ed efficacia alla richiesta di infomazioni da parte degli imprenditori».