6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31
tecnologia

Industria e Tech: se il futuro dell’Italia passa per l’Africa

Nel periodo 2007-2016 l’export di tecnologie ANIE verso l’Africa è cresciuto a un tasso medio annuo pari al 3%. Uno dei Paesi centrali è il Ghana

Industria e Tech: se il futuro dell’Italia passa per l’Africa
Industria e Tech: se il futuro dell’Italia passa per l’Africa Shutterstock

MILANO - Un continente esteso, con oltre 30 milioni di chilometri quadrati popolati da ‘appena’ un miliardo di persone. Una terra che conosciamo attraverso i documentari televisivi, il ruggito dei leoni quando, durante un fuori pista, ci portano alla scoperta della Savana. Una terra inesplorata, che, tuttavia, rappresenta per l’Italia una possibilità in più, verso un futuro digitale e tecnologico. Soprattutto per ciò che riguarda l’export, cresciuto - nel 2017 - del 5%. Un dato su tutti: nel 2016 l’Africa rappresenta il 12% sul totale delle esportazioni elettrotecniche ed elettroniche italiane rivolte ai mercati extra UE. A rilevarlo è l’ANIE Confindustria, la casa delle tecnologie italiane nei mercati dell’Industria, Energia, Building e Infrastrutture e Trasporti.

Le imprese italiane fornitrici di tecnologie che operano strutturalmente sui mercati esteri si trovano ad affrontare uno scenario internazionale sempre più complesso. Un elemento favorevole è dato dalla peculiarità di questa nuova fase del ciclo economico internazionale, che per la prima volta dall’inizio della crisi vede un riavvio degli investimenti globali e legati, in particolare, al settore manifatturiero. Se negli ultimi anni il canale estero ha assunto un ruolo centrale a sostegno della crescita dell’industria Elettrotecnica ed Elettronica italiana, nel periodo 2007-2016 l’export di tecnologie ANIE verso l’Africa è cresciuto a un tasso medio annuo pari al 3%. In questo scenario particolarmente dinamico, il Ghana ha un ruolo centrale: il Paese è stato recentemente meta della visita del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, a conferma del suo ruolo strategico per la stabilità del continente e della buona collaborazione tra i due Paesi, che quest’anno celebrano i 60 anni di rapporti diplomatici.

L’export verso il Ghana
Il Governo ghanese si è posto l’obiettivo di raddoppiare la quota di energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili, raggiungendo il 10% sul totale entro il 2020 e sono attesi interventi anche nell’ambito delle reti elettriche, con l’obiettivo di raggiungere il pieno accesso all’elettricità per la popolazione locale entro il 2020. La realizzazione di nuove infrastrutture risulta quindi essere un asset strategico di trasformazione per l’intero Paese dove, nell’ultimo decennio, il mercato dell’Energia è stato caratterizzato da un importante cambiamento e dove si stima che, per effetto di fenomeni di urbanizzazione, i consumi elettrici cresceranno annualmente del 7% nel prossimo decennio. Significative opportunità arrivano anche dal settore delle Costruzioni in un’area che soffre di ampio deficit abitativo e che per colmare il gap necessita di almeno 200.000 nuove unità annue nel prossimo decennio. A tal proposito il Governo ghanese ha recentemente annunciato l’avvio di un programma volto specificamente a sostenere progetti nell’ambito dell’Edilizia sociale. Anche il settore dei Trasporti Ferroviari rappresenta un asset imprescindibile per lo sviluppo del Paese tanto che le autorità locali hanno avviato un programma di investimento da attuarsi nei prossimi decenni per un valore complessivo vicino ai 20 miliardi di dollari. Principale obiettivo del piano è quello di riattivare, ammodernare e ampliare la rete esistente, raggiungere i 5.000 km di rete e attivando collegamenti con i Paesi limitrofi. Fra i progetti annunciati nell’ambito della mobilità urbana, si segnala la realizzazione della metropolitana di Accra. In un contesto economico dinamico, la ricettività del mercato resta elevata alle tecnologie strumentali, in particolare rivolte al settore minerario e dell’industria di trasformazione alimentare. Le Autorità locali hanno recentemente annunciato un programma di sviluppo dell’industrializzazione, che beneficia fra l’altro dell’adozione di misure agevolative all’attività d’impresa.

Le criptomonete
Ma quello del Ghana non è un sviluppo sono industriale e tecnologico. Il Paese si sta esponendo molto anche nei confronti delle monete virtuali. Dopo Nigeria, Sudafrica e Slovenia, è il 4° Paese al mondo nel quale vengono effettuate più ricerche in merito a Bitcoin su Google. Il continente africano, oggi, è - infatti - il campione della telefonia mobile. Cisco lo conferma nell'ultimo rapporto: l'Africa ha registrato una crescita del 96% nel traffico dati mobile nel 2016, il più alto del mondo, rispetto al 52% dell'Europa occidentale. E' scommettendo su questa dinamica che gli innovatori dell'Africa orientale stanno già riuscendo a soppiantare il sistema bancario centralizzato proveniente dall'Occidente, da cui è esclusa gran parte della popolazione. Allo stesso modo le monete virtuali potrebbero democratizzare l’accesso ai servizi bancari, al momento del tutto centralizzati nelle banche centrali, aiutando a sollevare l’economia dei Paesi più poveri. Il Ghana, inoltre, sta diventando un’ottima fucina di startup, sia nel campo fintech che agritech, oltre che di incubatori dove vengono realizzati dei corsi di codino per tutta la popolazione. Una nazione che, a conti fatti, si sta organizzando anche da sola. Con la tecnologia. Come ci ha raccontato Filippo Scorza, in questa intervista.