16 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
e-commerce

Alibaba e il mercato cinese, come arrivare a 1 miliardo e mezzo di consumatori

Sono circa 454 milioni gli utenti attivi sulla piattaforma Alibaba per un miliardo di prodotti in vendita. Come arrivare sul mercato cinese

Jack Ma
Jack Ma ANSA

PECHINO - Il mercato cinese, per certi spetti, può quasi essere paragonato all’Eden. Soprattutto per noi italiani che di internazionalizzazione ce ne intendiamo davvero poco e ancora stentiamo a considerarlo di fondamentale importanza. Eppure lo sognamo, lo vediamo come una chimera. Siamo comunque a buon punto con l’export: malgrado le dicerie, nel 2016, la quota di commercio totale del nostro Paese è passata dal 2,82% al 2,94% e siamo di fatto il Paese che più degli altri è riuscito a frenare il calo del valore medio unitario dei beni esportati. Un po’ anche grazie alla frenata asiatica che ha perso alcuni decimi di quote di mercato, ma che resta ancora uno dei mercati più allettanti, soprattutto alla luce del miliardo e mezzo di consumatori.

L’Eden e il mercato cinese
La strada per raggiungerli? Alibaba, il colosso e-commerce fondato da Jack Ma nel 1999 e che ha raggiunto lo scorso 11 novembre il record di fatturato pari a 17,8 miliardi di dollari. Ma c’è di più perché il nostro Paese è il primo in Europa in cui Alibaba ha aperto una controllata, Alibaba Italia, il 25 ottobre 2015. Un amore smisurato quello che Jack Ma ha per l’Italia e dove gli occhi sono puntati, in particolare, su food, fashion, design e arredamento. Ma l’obiettivo più grande per Alibaba, guardando al Belpaese, è portare in Cina il vino, aumentando l’export italiano. Benché siamo il primo produttore al mondo, in Cina vendiamo ancora molto poco e Jack Ma vorrebbe portare l’export italiano di vino dal 6 fino al 66%.

Come vendere su Alibaba
Sono circa 454 milioni gli utenti attivi sulla piattaforma per un miliardo di prodotti in vendita e ogni giorno Jack Ma inaugura centinaia di nuovi store sul proprio marketplace. 150 le aziende italiane che hanno già aperto il proprio negozio virtuale su Alibaba, tra cui Armani, La Perla, Trussardi, Geox, Caledonia, Ferrero, Moleskine e tanti altri ancora. Ma come fare per vendere i proprio prodotti al mercato cinese? Per aprire su Tmall Global (piattaforme B2C che permettono la vendita diretta dei prodotti ai consumatori cinesi) bisogna candidarsi presentando prodotti, esperienze e competenze. Una volta selezionati, è necessario aprire il proprio store, il che richiede competenze tecniche. Il passo successivo, se il marchio non si è ancora affermato in Cina, è quello di farsi conoscere con opportune operazioni di marketing. E’ necessario avere un business plan valido e una vision di medio periodo poiché Alibaba valuta strategie e piano industriale da qui a tre anni. In cambio della gestione diretta dell’e-commerce, Alibaba chiede una commissione che va dal 2% dell’alimentare al 5% del fashion. Tutto questo a un costo nell’ordine delle decine di migliaia di euro, compresa la fede iniziale di 5-10mila euro più i costi di promozione marketing.

Il caso
I brand che hanno aperto su Alibaba, per quanto già ampiamente conosciuti a livello internazionale, confermano il successo del mercato cinese. Un caso esemplare è quello dell’Alfa Romeo: lo scorso marzo, in occasione dell’inaugurazione dello store su Tmall, ha venduto 350 Alfa Romeo Giulietta edizione limitata nel tempo record di 33 secondi.