17 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
food

iKooK4u, il social food per gli intolleranti alimentari

iKooK4u seleziona cuochi amatoriali (o professionisti) con intolleranze alimentari o scelte alimentari diverse, che abbiano voglia di preparare piatti della tradizione da offrire a persone con le loro stesse patologie. Il servizio sta per essere lanciato su Milano

iKooK4u, il social food per gli intolleranti alimentari
iKooK4u, il social food per gli intolleranti alimentari Shutterstock

MILANO - Per chi ha intolleranze alimentari mangiare qualcosa di non contaminato è un vero problema. Del resto, nelle cucine dei ristoranti, i cuochi ci fanno di tutto e, seppur con la dovuta attenzione e concentrazione, può capitare che alimenti per celiaci, ad esempio, possano essere contaminati. Un fenomeno esponenziale quello delle intolleranze alimentari con una percentuale di crescita che si aggira intorno al 7% all’anno. Solo in Italia, giusto per citare qualche numero, si contano 172mila celiali ufficiali; l’intolleranza al lattosio, invece, è sofferta da almeno 8 adulti su 10. E’ in questo contesto che si inserisce la soluzione chiamata iKooK4u, un’app che mette in comunicazione chi soffre di intolleranze alimentari e chi, soffrendone, cucina per se stesso, sa come trattare gli alimenti ed è disposto a venderne una piccola quantità.

Per chi ha intolleranze alimentari
«Molti ci conoscono come BuyMe4You in quanto abbiamo lanciato l'omonima App per vendere e comprare tutto ciò che è fatto a mano e fatto in casa a Km zero. Diversi nostri utenti ci hanno chiesto di dare maggior attenzione ad una delle categorie che avevamo all'interno dell'App, quella del cibo fatto in casa e soprattutto mettere dei filtri sulle intolleranze alimentari - mi racconta Douglas Mari -. Abbiamo quindi deciso di creare uno spin-off dedicato esclusivamente al cibo fatto in casa per chi ha intolleranze alimentari o esigenze alimentari particolari e l'abbiamo chiamata iKooK4u». Da una parte iKooK4u seleziona cuochi amatoriali (o professionisti) con intolleranze alimentari o scelte alimentari diverse, che abbiano voglia di preparare piatti della tradizione da offrire a persone con le loro stesse patologie.

Consegna fai-da-te senza contaminazione
In questo modo la signora Maria, celiaca, che cucina le lasagne fatte in casa con ingredienti idonei alla sua intolleranza, potrà vendere parte di essa a Mario, dell’ufficio a fianco, anche lui celiaco, evitandogli di girovagare per l’intera città alla ricerca di un ristorante che faccia al caso suo. Per ciò che attiene alla consegna, saranno gli stessi utenti a decidere chi si occuperà di trasportare la pietanza. In questo modo, attraverso l’app si potrà decidere se ritirare il piatto dal KooKer selezionato oppure se farselo portare, in modo da evitare qualsiasi contaminazione anche durante il trasporto. «Vogliamo far rincontrare le persone - mi spiega Douglas -. Con internet e le nuove tecnologie si è spesso barricati dietro uno schermo e si perdono un sacco di opportunità di legare con gli altri».

Aspetti legali
Per ciò che attiene agli aspetti legali, in base al Regolamento Europeo 852/2004, in caso di produzioni casalinghe e/o produzioni di piccoli quantitativi destinati alla vendita diretta (dal produttore al consumatore), non si è sottoposti agli obblighi che riguardano le aziende alimentari (es. HACCP, SCIA, ecc). E’ lo stesso Douglas e il suo team, inoltre, a verificare che chi cucina sia effettivamente affetto dall’intolleranza alimentare dichiarata. Il servizio sarà lanciato nella città di Milano tra pochissimi giorni, con l’intento poi di espandersi su tutto il territorio nazionale. «Abbiamo ricevuto molti apprezzamenti, anche da BacktoWork24. network che favorisce investimenti e competenze professionali in startup. Il nostro prodotto è piaciuto e speriamo di avere feedback sempre più importanti».