21 maggio 2019
Aggiornato 16:30
curiosità

Cosa ha detto Mark Zuckerberg nel discorso di laurea

Il fondatore di Facebook ha ritirato la laurea ad honorem ad Harvard, rivolgendosi agli studenti dell’università da cui ha lanciato il social network, invitandoli a non fermarsi davanti agli ostacoli

Cosa ha detto Mark Zuckerberg nel discorso di laurea
Cosa ha detto Mark Zuckerberg nel discorso di laurea ( Shutterstock )

NEW YORK – Mark Zuckerberg ha le idee molto chiare su quali siano le «sfide dei nostri giorni»: per il fondatore e amministratore delegato di Facebook è fondamentale combattere contro le derive autoritarie e il nazionalismo, nel tentativo di arrivare a una società più equa e connessa. Per la seconda volta in pochi mesi Zuckerberg ha descritto la sua agenda politica. Questa volta l’occasione è arrivata nel corso del suo discorso ad Harvard, dove ha ricevuto la laurea, dopo che era stato cacciato dall’università per aver creato il predecessore di Facebook, FaceMash.

Il problema del lavoro
Come aveva già fatto qualche mese fa con il Facebook Manifesto, Zuckerberg ha parlato di una società globale, in cui la lotta non è tra nazioni ma tra diverse idee: da una parte coloro che sono a favore della circolazione di merci e di persone, dall’altra coloro che si oppongono e spingono per creare società chiuse. Ma Zuckerberg ha voluto criticare la struttura sociale in cui viviamo: «C’è qualcosa di sbagliato nel nostro sistema quando una persona può lasciare questo posto [Harvard] e fare miliardi di dollari in dieci anni, mentre milioni di studenti non possono permettersi di pagare i loro prestiti studenteschi», ha detto davanti a una folla di neo laureati.

Presto in politica?
Ancora una volta il suo discorso ha fatto aumentare le voci di un suo possibile interessamento alla politica, forse anche a una possibile candidatura a presidente degli Stati Uniti: più volte ha sostenuto politiche molto specifiche come il reddito di cittadinanza, sanità a basso prezzo per tutti. Tra i punti toccati ci sono anche la riforma della giustizia penale, del sistema scolastico e infine una redistribuzione della ricchezza. La svolta politica di Zuckerberg è arrivata in concomitanza con le ultime presidenziali e con la vittoria di Donald Trump. Molti osservatori hanno duramente attaccato Facebook per aver permesso alle notizie false di diffondersi, creando terreno fertile per l’elezione di Trump.

Il tour americano
Adesso il colosso sta cercando di correre ai ripari, finanziando progetti di fact checking in tutto il mondo. All’inizio dell’anno Zuckerberg ha iniziato un tour americano per cercare di capire meglio come la vita delle persone è stata cambiata dalla globalizzazione e dalla tecnologia.