food innovation

Smart materials: il packaging 'bio' fatto con gli scarti del cibo

L'Istituto Italiano di Tecnologia presenterà a Seeds&Chips gli smart materials, packaging ottenuto grazie alla lavorazione degli scarti alimentari. Sarà poi presente con il robot iCube

Smart materials: il packaging 'bio' fatto con gli scarti del cibo
Smart materials: il packaging 'bio' fatto con gli scarti del cibo (Seeds&Chips)

MILANO - Grazie all’evolversi delle bio e nano tecnologie, molto presto potremo confezionare un ortaggio con una plastica 100% biodegradabile prodotta con gli scarti dell’ortaggio stesso. In questo modo, il packaging potrà essere differenziato nell’umido e conserverà le proprietà del prodotto alimentare da cui deriva, per una migliore e più salutare conservazione dei cibi.

Gli smart materials
Sono questi gli smart materials, la nuova frontiera del packaging, che saranno presentati dall’Istituto Italiano di Tecnologia a Seeds&Chips - the Global Food Innovation Summit (8-11 maggio a Fiera Milano Rho). Gli smart materials sono ottenuti dalla combinazione di nano tecnologie e scarti alimentari, come quelli del caffè, prezzemolo e cannella. Gli scarti, trattati con solventi che evaporano durante il processo e recuperabili o processabili con altri polimeri biocompatibili, si rendono malleabili, pronti per diversi usi, ma diversamente dai polimeri derivati dal petrolio, sono completamente biodegradabili. Una soluzione innovativa e di cui noi e l’ambiente che ci circonda abbiamo estremamente bisogno: ogni anno infatti vengono prodotte ben 290 milioni di tonnellate di rifiuti derivanti da plastica. Gli scarti che oggi galleggiano nell’oceano potrebbero costituire un’isola grande come la Sicilia.

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Il robot iCub
Gli smart materials non sono, tuttavia, gli unici progetti che l’Istituto Italiano di Tecnologia presenterà a Seeds&Chips. In occasione del Summit, l'IIT illustrerà i progressi di iCub, il robot umanoide più diffuso al mondo. iCub è molto di più di un robot: ha le dimensioni di un bambino di circa 4 anni, possiede 53 snodi di movimento. Ha telecamere che riproducono la vista, microfoni per la ricezione di suoni, sensori inerziali che riproducono il senso dell’equilibrio, e sensori tattili e di forza per misurare l’interazione con l’ambiente. È l’unico robot al mondo con il corpo ricoperto di una pelle artificiale: un sensore tattile che gli permette di capire se e come viene toccato dall’uomo e di rispondere nella maniera adeguata. Nell’ultimo anno il robot ha imparato a mantenere l’equilibrio sulle sue gambe anche quando viene spinto. Recentemente iCub ha fatto ulteriori progressi: è munito di uno zainetto per contenere una batteria di alimentazione e di una scheda di connessione wireless ai computer, per essere libero da cavi e più agile nei movimenti in autonomia. Pressoché infiniti i campi di applicazione di questo umanoide, da quelli domestici a quelli industriali, dal campo biomedico al riabilitativo.

Un punto di riferimento per tutto il mondo
A Sac2017, l’IIT porterà anche le innovazioni di Nanochrome, progetto di startup che propone test diagnostici grazie alla combinazione di nanotecnologie e strumenti di biotecnologia e biologia molecolare, per realizzare analisi a basso costo, semplici e rapide. I principali campi di applicazione includono sensori per il controllo diretto della qualità del cibo e dispositivi per la rilevazione di metalli tossici e altri contaminanti nell’acqua potabile. «L’IIT rappresenta l’eccellenza delle scienze e delle innovazioni nel mondo, un orgoglio per l’Italia – commenta Marco Gualtieri, ideatore di Seeds&Chips -. Gli eccellenti risultati in campo alimentare, e non solo, che l’Istituto propone al nostro Summit giungono grazie a straordinari investimenti in ricerca e sviluppo di tecnologie e ad un lavoro di squadra eccezionale, a beneficio di tutti noi e dell’ambiente. Realtà come l’IIT dimostrano che l’Italia può essere punto di riferimento internazionale nell’innovazione legata al food, raccogliendo l’eredità di Expo 2015».