27 giugno 2017
Aggiornato 02:00
in quattro mosse

Industria 4.0, come passare al cloud computing

Quattro semplici regole da tenere presente per la migrazione aziendale verso il cloud computing

Industria 4.0, come passare al cloud computing
Industria 4.0, come passare al cloud computing (Shutterstock.com)

MILANO - Tra le varie rivoluzioni apportate dall’Industria 4.0 che le aziende italiane dovrebbero immettere all’interno del loro processo produttivo c’è sicuramente il cloud computing. Sono tante le realtà che migrano verso questa importante soluzione per la raccolta di dati, ma poche quelle che adottano un approccio più consapevole e quindi raccolgono risultati positivi più velocemente. Questo significa mettere in gioco la propria pianificazione aziendale facendo attenzione a come le soluzioni vengono progettate e implementate, arrivando anche – quando serve - a smentire convinzioni errate a cui tradizionalmente si dava seguito. Il passaggio al cloud computing può però essere facilitato da alcune semplici regole.

Analizzare le persone, il metodo di lavoro e i talenti dell’azienda
«Lavorare in ambiente cloud e farvi girare applicazioni richiede indubbiamente una metodologia di lavoro diversa dal farlo on-premise - spiega Peter Buonora, Enterprise Solutions Architect, Amazon Web Services -. Per ottenere il massimo dal cloud, è necessario adottare un approccio automatizzato e API-driven difficile da replicare in locale. Per esempio, per aggiungere 50 terabyte al data center è necessario acquistare dischi rigidi, coordinare l’installazione, allineare la corretta esecuzione e così via; viceversa con il cloud sarebbe sufficiente una singola chiamata API che specifichi il livello di performance richieste. Molte aziende stanno così velocizzando interi ambienti applicativi grazie all’automatizzazione, spegnendoli quando non è richiesta ulteriore capacità e pagando solo per il tempo di effettivo utilizzo». Alla base di una strategia di successo vi è comunque la necessità di pensare a come sfruttare i talenti in azienda: si preferisce che questi trascorrano il proprio tempo a gestire banche dati o non è forse meglio cercare nuovi modi per differenziare il business e per servire nel migliore dei modi i clienti? Per questo è importante consentire ai membri dello staff di poter contribuire ad accelerare la migrazione verso il cloud dando loro gli strumenti per minimizzare la paura, l’incertezza e i dubbi eventuali.

Valutare l’attitudine alla sicurezza
Per quanto buona possa essere la sicurezza interna, molti CIO si stanno rendendo conto di come questa possa aumentare in un ambiente cloud, grazie alla visibilità ottenuta su ogni servizio o componente dell’infrastruttura che si decide di implementare. Ad ogni minimo cambiamento, su un firewall o una configurazione, è sempre possibile sapere chi lo ha applicato, quando l’ha fatto e agire di conseguenza. A questo scenario, si aggiunge inoltre l’aspetto importante della compliance: è stato fatto tutto il necessario perché l’infrastruttura abbia certificazioni HIPAA, PCI o altre?

Appurare la maturità dell’azienda per il cloud
È importante avere ben chiaro ciò che è stato già fatto in ambito cloud computing e, allo stesso modo, capire come si possa costruire un’esperienza velocemente attraverso la formazione e la sperimentazione con i dev/test. È inoltre utile capire le eventuali perplessità, così come gli obiettivi che si vogliono raggiungere e come lo si possa fare con le capacità a disposizione. Si tratta quindi di aggiornare le persone facendo leva su quanto è stato appreso e condiviso nel tempo sul cloud, affrontando le preoccupazioni e cercando sempre di avere in mente gli obiettivi da raggiungere, pur mantenendo la consapevolezza di ciò che può effettivamente essere fatto. Solo così si avrà un’idea ben precisa di quanto l’azienda possa concretamente fare in ambito cloud. La consapevolezza è alla base della strategia di Seat Pagine Gialle, che ha adottato un approccio programmatico iniziando con la transizione degli ambienti di sviluppo, test e QA, per poi proseguire a piccoli passi fino ad arrivare a migrare sul cloud computing anche parte degli ambienti di produzione, con un risparmio del 50% sui costi operativi.

Essere ben organizzati fin dall’inizio
Può capitare che vi sia una forte esortazione a migrare al cloud il più velocemente possibile usando un approccio «lift and shift». Tipicamente, questo porta sì a risparmi sui costi operativi, ma si potrebbe anche pensare a ottimizzare parte delle applicazioni già nella fase di migrazione. In questo caso è utile individuare servizi che possano essere economicamente più vantaggiosi, piuttosto che riutilizzare tutti i software esistenti nel datacenter attuale.