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Illycaffè, azienda più etica d'Italia: una storia d'innovazione

Per il quinto anno consecutivo Illycaffè è stata inserita nell’elenco delle World’s Most Ethical Company di Ethisphere che valuta le aziende in base alla capacità di esercitare un cambiamento positivo nella società.

Illycaffè, azienda più etica d'Italia: una storia d'innovazione
Illycaffè, azienda più etica d'Italia: una storia d'innovazione (ANSA)

TRIESTE – Un’azienda capace di esercitare la propria influenza per promuovere un cambiamento positivo nella società. Illycaffè si è aggiudicata il riconoscimento come World’s Most Ethical Company del 2017. Per l’azienda triestina leader del caffè di qualità si tratta del quinto riconoscimento ottenuto dall’Ethisphere Institute, che a livello mondiale dal 2007 definisce e promuove standard e principi etici di business.

Illy azienda etica d’Italia
Quest’anno Illy nella lista dei premiati è insieme ad altre 124 aziende, sparse in 19 Paesi, ma è di fatto, scorrendo l’elenco, l’unica italiana ad aver ottenuto questo riconoscimento, assegnatole per la prima volta nel 2013 e da allora sempre confermato. «Le aziende rappresentano i mattoni della società moderna e, affinché sia possibile indurre un cambiamento positivo a livello mondiale, etica e sostenibilità devono costituire l’essenza di tutte le imprese private – ha dichiarato Andrea Illy, presidente di illycaffè – L’operato dell’ Ethisphere Institute ispira le aziende a essere e ad agire per il meglio. È per questo che siamo onorati di aver ricevuto il riconoscimento come World’s Most Ethical Company per il quinto anno consecutivo». Nel settore del food&beverage, che è uno dei 52 settori inclusi nella lista, Illycaffè è in compagnia di altre 4 aziende di cui una neozelandese, All good organics, e tre statunitensi, Kellogg Company, PepsiCo e Aramark.

L’importanza della governance
Ethisphere assegna il premio a quelle aziende che non solo esercitano la propria influenza per promuovere e guidare un cambiamento positivo, ma che valutano l’impatto delle proprie azioni su dipendenti, investitori, clienti e azionisti. Le aziende che sfruttano i loro valori e la loro cultura come sostegno e guida alle decisioni che prendono ogni giorno. Sicuramente una governance innovativa che ha determinato negli anni il successo del brand di caffè più diffuso al mondo.

«Negli ultimi undici anni siamo stati testimoni del cambiamento delle aspettative sociali, della ridefinizione costante di leggi e regolamenti e del clima geo-politico che ha portato a tutto questo - ha spiegato Timothy Erblich, ceo di Ethisphere -. Abbiamo anche visto in che modo tutte le World’s Most Ethical Company di volta in volta riconosciute hanno risposto a queste sfide. Investono nelle comunità locali in tutto il mondo, adottano strategie basate sulla diversità e sull’integrazione e si concentrano sui risultati a lungo termine, facendo della sostenibilità non solo un vantaggio, ma un obiettivo».

I parametri di valutazione
La valutazione delle Aziende più etiche al mondo è basata sul Quoziente Etico (EQ), che offre un metodo quantitativo per valutare le prestazioni di una società in maniera obiettiva, coerente e standardizzata. Le informazioni raccolte offrono un campionario completo di criteri definitivi di competenze di base, piuttosto che tutti gli aspetti di gestione aziendale, rischio, sostenibilità, conformità ed etica. I punteggi sono divisi in cinque categorie principali: programma di etica e di conformità (35%), cittadinanza d’impresa e responsabilità (20%), cultura dell’etica (20%), gestione (15%) e leadership, innovazione e reputazione (10%).

Una storia di innovazione
Una storia, quella di Illycaffè, che parte dalla tradizione e si mischia all’innovazione. L’azienda fondata da Francesco Illy nel 1933 è oggi il più grande brand di caffè nel mondo e la sua storia è strettamente legata all’imprenditore che l’ha fondata, colui che nel 1934 inventa e brevetta il sistema di confezionamento a «pressurizzazione con gas inerte», per la conservazione degli aromi del caffè all'interno del barattolo. Nel 1935 deposita il brevetto ingegneristico di Illetta, macchina per l'espresso professionale di casa illy. Nel 1947, Ernesto, figlio di Francesco entra in azienda e fa subito valere la sua laurea in chimica realizzando il primo laboratorio chimico aziendale, creando anche sinergie scientifiche con istituzioni internazionali. Ma non è finita perché nel 1947 arriva il terzo brevetto internazionale: le cialde di carta monoporzione di caffè espresso, preludio alle cialde di caffé ESE. Oggi l’azienda è presente in 140 Paesi, ha 230 negozi monomarca in 43 Paesi e nel 2015 ha registrato ricavi per 437 milioni.