24 maggio 2024
Aggiornato 05:30
agevolazioni

Startup e PMI, cosa dice il nuovo Contratto di Sviluppo

Il Contratto di Sviluppo firmato da ministero dello Sviluppo Economico e Invitalia prevede alcune misure agevolate per gli investimenti delle PMI italiane, specialmente del Mezzogiorno

Startup e PMI, cosa dice il nuovo Contratto di Sviluppo
Startup e PMI, cosa dice il nuovo Contratto di Sviluppo Foto: Shutterstock

MILANO - Tempi ridotti, una corsia preferenziale per le risorse destinate a progetti strategici e un maggior coinvolgimento delle Regioni cofinanziatrici. Sono queste le caratteristiche che contraddistinguono il nuovo Contratto di Sviluppo, lo strumento che sostiene investimenti strategici e innovativi di grandi dimensioni, presentato dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e dall'Ad di Invitalia Domenico Arcuri. Uno strumento che ha già fatto i primi passi attraverso la firma di 10 contratti per circa 350mila milioni di euro di investimenti nelle Regioni Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia, Sardegna e Lombardia.

Agevolazioni e riduzione dei tempi per gli investimenti
Il Contratto di Sviluppo rappresenta uno strumento di policy ideale perché, attraverso un meccanismo negoziale, è in grado di stimolare sul territorio la produttività, il capitale umano e le infrastrutture. La misura è molto articolata: sostiene gli investimenti strategici e innovativi di grandi dimensioni in numerosi settori quali l’industria - inclusa quella agroalimentare - il turismo, la tutela ambientale e il risparmio energetico; prevede la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, unica possibilità non solo per entrare in nuovi business, ma sempre più spesso per difendere la posizione acquisita. Una leva importante anche per la modernizzazione del tessuto industriale, in coerenza con quanto disposto dal Piano Industria 4.0. Obiettivo principale del Contratto di Sviluppo è proprio quello di attrarre nuovi investimenti, in specie dall’estero, e a favore soprattutto del Mezzogiorno.

«Sono finiti i tempi in cui le imprese investivano perché c’era un incentivo – ha detto Domenico Arcuri, Ad di Invitalia - oggi il Contratto di Sviluppo finanzia solo le imprese che effettivamente vogliono investire. Inoltre, con le nuove procedure, diamo ancora più valore alla variabile tempo, riducendo e semplificando l’iter per l’avvio dei progetti di investimento».

Le novità del Contratto di Sviluppo
Le principali novità del Contratto di Sviluppo, gestito da Invitalia, riguardano:

1) una forte riduzione dei tempi (-30%) di valutazione delle proposte e di erogazione delle agevolazioni. Complessivamente si passa dai 150 giorni previsti prima agli attuali 110: Invitalia, in questo senso, mira a dimezzare i tempi di valutazione, contrattualizzazione ed erogazione delle agevolazioni. A fronte di questo impegno le nuove procedure riducono, anche i tempi a disposizione delle imprese nelle fasi di istruttoria ed erogazione.

2) un maggior coinvolgimento, anche finanziario, delle Amministrazioni Regionali nelle proposte ritenute strategicamente rilevanti: Invitalia potrà chiedere solo una volta le eventuali integrazioni necessarie per la valutazione dei progetti. Le imprese hanno poi a disposizione 20 giorni (e non più 30) per fornire la documentazione integrativa.

3) una corsia preferenziale (fast track): Invitalia darà la priorità a progetti per investimenti di almeno 50 milioni (20 per il settore agricolo), superiore ai limiti in vigore (rispettivamente 20 e 7,5 milioni). Quando l’investimento prevede un signi cativo impatto occupazionale, la capacità di attrazione di investimenti esteri e la coerenza con le direttrici di Industria 4.0, si può  rmare un accordo di sviluppo tra Ministero, Invitalia, l’impresa e le eventuali Regioni co nanziatrici. E i tempi dell’istruttoria scendono da 120 a 90 giorni dalla presentazione della domanda.

I tempi
Le aziende devono inviare la comunicazione di avvio dell’investimento al massimo entro 6 mesi dalla sottoscrizione del contratto, pena la decadenza delle agevolazioni. Una volta approvato il progetto, le imprese hanno 90 giorni di tempo (e non più 120) per presentare tutta la documentazione relativa alle concessioni, autorizzazioni e licenze utili, nonché alle garanzie da prestare per fare fronte al  nanziamento agevolato. È stata inoltre eliminata la possibilità di una proroga dei termini per la presentazione di questa documentazione. Si riduce da 30 a 20 giorni dalla ricezione, il tempo a disposizione delle imprese per restituire l’atto contrattuale sottoscritto. Scendono da 30 a 20 i giorni utili per la presentazione, da parte delle imprese, di eventuali dati e documenti integrativi necessari per procedere con l’erogazione delle agevolazioni. L’azienda deve presentare a Invitalia entro 60 giorni (e non più 90) dal completamento del progetto l’ultimo stato di avanzamento.