27 maggio 2020
Aggiornato 17:30
made in italy

Le startup italiane che hanno vinto la Startup Europe Award

Le 10 startup parteciperanno alla finale europea prevista a Bruxelles tra gennaio e febbraio 2017

MILANO - Sono pronte a partire per la finale di Bruxelles le nove startup italiane che ieri hanno vinto l’ultima tappa di Startup Europe Award, l’iniziativa promossa dalla Commissione Europea e dal Parlamento Europeo per lo sviluppo e la crescita di nuovi modelli imprenditoriali e tecnologie.

Le startup italiane che vanno a Bruxelles
Una competizione che ha visto la partecipazione delle migliori 50 startup selezionate attraverso un programma fatto di eventi, workshop e conferenze locali e regionali e che hanno visto la partecipazione dell’intera penisola: da SolaFare in Piemonte a Copernico in Lombardia, dal SCENT in Veneto a Goheroes in Basilicata, da Vulcanic in Sicilia a Fruili Innovazione in Friuli Venezia Giulia. Minimo comune denominatore? Innovare, cambiare in meglio il futuro che ci attende attraverso l’uso delle nuove tecnologie e del digitale. Oltre 7mila i chilometri trascorsi per un totale di 14 regioni.

I vincitori di Startup Europe Award
I vincitori assoluti della competizione italiana, pronti a partire per la finale europea che si svolgerà a Bruxelles tra gennaio e febbraio 2017 sono: Tooteko (Veneto, cat. Social), Last Minute Sotto Casa (Piemonte, cat. Social), Windcity (Veneto, cat. Energy), Huduma (Sicilia, cat. Health), Credimi (Lombardia, Cat. Fintech), Neuron Guard (Emilia Romagna, Cat. Health), X-next (Lombardia, cat. ICT), Veranu (Sardegna, cat. Energy), Pandhora (Marche, cat. Health) e Panoxyvir.

Tooteko
Tooteko è un dispositivo che consente di esplorare con il tatto superfici tridimensionali a rilievo e ricevere informazioni audio pertinenti e localizzate, in modo tale che il non vedente possa capire esattamente ciò che sta sfiorando con la mano. «Per questo Tooteko si compone di tre elementi - ci racconta Serena Ruffato, fondatrice - un anello hi-tech, un supporto tattile dotato di tag NFC e un’applicazione per smartphone o tablet». Nel momento in cui l’utente tocca l’opera in 3D l’anello hi-tech legge i tag NFC e, grazie all’applicazione, comunica via wirelles con smartphone e tablet. Durante la navigazione tattile dei supporti, quando il dito raggiunge un hotspot riconoscibile grazie ad un tasto con codifica Braille, l’anello identifica il tag NFC in esso contenuto e attiva mediante l’app la traccia audio relativa al punto toccato. In questo modo ad ogni hotspot corrisponde una informazione audio pertinente al dettaglio toccato.

Lastiminutesottocasa
Combattere gli sprechi alimentari con la tecnologia. E’ questa la missione di Francesco Ardito, fondatore della startup LastiMinuteSottoCasa. Quante volte vi è capitato di vedere un pezzo di pizza in eccedenza sullo scaffale del vostro panettiere di fiducia? Bene, sappiate che, nella maggior parte dei casi, quel pezzo di pizza finisce nella pattumiera e diventa uno scarto alimentare. Cosa succede quando la tecnologia viene in soccorso? Il progetto Lastminutesottocasa si pone come obiettivo quello di limitare gli sprechi alimentari mettendo in contatto i cittadini con le piccole botteghe che hanno prodotti prossimi alla scadenza o in eccedenza e che rischiano di finire nella pattumiera. Grazie a questa collaborazione, ottenuta mediante la tecnologia, i cittadini posso acquistare a prezzi ridotti, favorendo la lotta agli sprechi alimentari e dando una mano all'ambiente.

Neuron Guard
A guidare questa startup, insieme al fondatore Enrico, c’è Mary Franzese marketing & comuncation manager che ha - tra le altre cose - vinto il Premio Giuliana Bertin Communication Award 2016. Neuron Guard è una startup biomedicale che sviluppa un sistema integrato di protezione cerebrale per pazienti con ictus, trauma cranico grave e arresto cardiaco. La soluzione si compone di un collare refrigerante ed un innovativo sistema di somministrazione per un farmaco ad azione neuro-protettiva.

Panoxyvir
Panoxyvir sviluppa il primo spray nasale antivirale per la prevenzione e la cura del raffreddore comune, laddove l’approccio davvero innovativo sta nell’impedire che, attraverso una molecola fisiologica, il virus del raffreddore entri nella cellula bersaglio o comunque faccia fatica ad entrare. «Gli antivirali attualmente in circolazione curano i sintomi - ci racconta il Prof. Poli - ma non la causa. Panoxyvir, invece, ha brevettato gli ossisteroli dotati di una potente attività antivirale contro il virus del raffreddore, il rhinovirus, andandando, quindi, a colpire direttamente la causa».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal