25 marzo 2019
Aggiornato 00:00
innovazione

Tooteko, l'anello hi-tech che fa «ascoltare» le opere d'arte ai non vedenti

Tooteko è un dispositivo che consente di esplorare con il tatto superfici tridimensionali a rilievo e ricevere informazioni audio pertinenti e localizzate, in modo tale che il non vedente possa capire esattamente ciò che sta sfiorando con la mano

L'anello hi-tech di Tooteko
L'anello hi-tech di Tooteko

VENEZIA - Come spesso accade a una startup, le migliori idee arrivano per caso. E’ quello che è successo a Serena Ruffato, Ceo di Tooteko, startup che - tra le altre cose - ha vinto l’Edison Pulse nella sezione Internet of Things. E, così, dalla tesi di un master in Architettura Digitale a Venezia «Architettura e non vedenti: prototipazione rapida per l’integrazione», a un prodotto dai risvolti sociali che ha lo scopo di rendere accessibili i luoghi dell’arte tradizionali anche ai non vedenti.

Cos’è Tooteko
«Pensavamo che l’idea di associare al tocco un’informazione audio - ci racconta Serena - non fosse una cosa così innovativa. Credevamo che qualcuno l’avesse già fatto in passato. Invece, io e il mio docente e ora socio Fabio D’Agnano, ci siamo trovati ad esplorare un mondo completamente nuovo e abbiamo capito di poter aiutare davvero le persone». Di fatto, Tooteko è un dispositivo che consente di esplorare con il tatto superfici tridimensionali a rilievo e ricevere informazioni audio pertinenti e localizzate, in modo tale che il non vedente possa capire esattamente ciò che sta sfiorando con la mano. «Per questo Tooteko si compone di tre elementi - continua Serena - un anello hi-tech, un supporto tattile dotato di tag NFC e un’applicazione per smartphone o tablet». Nel momento in cui l’utente tocca l’opera in 3D l’anello hi-tech legge i tag NFC e, grazie all’applicazione, comunica via wirelles con smartphone e tablet. Durante la navigazione tattile dei supporti, quando il dito raggiunge un hotspot riconoscibile grazie ad un tasto con codifica Braille, l’anello identifica il tag NFC in esso contenuto e attiva mediante l’app la traccia audio relativa al punto toccato. In questo modo ad ogni hotspot corrisponde una informazione audio pertinente al dettaglio toccato.

(Credits photo courtesy of Tooteko)

Come funziona Tooteko
Di fatto Tooteko si basa su una tecnologia low cost che può essere applicata a supporti tridimensionali come statue, architetture, opere d’arte e di design. E’ proprio il contatto tra le mani dell’utente e questo dispositivo tecnologico che l’anello è in grado di leggere i dati e inviare il tutto all’applicazione che si occupa della traduzione audio. Ma c’è molto di più. «Abbiamo deciso di declinare questa tecnologia anche ad altri prodotti - ci dice Serena -. Sono stati gli stessi non vedenti, durante le nostre analisi, a dirci che per loro era importante avere un supporto simile nella vita quotidiana. Per loro, ad esempio, è indispensabile sapere cosa c’è dentro un pacchetto o una scatola. Sono tanti, infatti, i non vedenti che non conoscono l’alfabeto Braille. A questo proposito abbiamo prodotto un bracciale che dà la possibilità all’utente di rispondere a una chiamata o leggere un messaggio sullo smartphone, o addirittura di ritrovare il telefono abbandonato per casa, nel caso l’avessero perso».

Rete di musei per non vedenti
Da una parte il supporto per i non vedenti, dall’altra l’obiettivo di costruire una rete di musei che ospitino le repliche audio tattili delle proprie opere più significative. Questo per permettere ai disabili visivi di accedere alle opere d’arte nel loro contesto originario e non in un «museo delle repliche» riservato ai non vedenti. I musei che aderiranno al progetto entreranno a far parte della rete dei musei accessibili ai disabili visivi, alle loro famiglie, alle scuole, alle associazioni, e in generale al turismo 2.0 che sta nascendo intorno al mondo della disabilità. Il primo progetto di questo tipo è stato promosso dal Museo dell’Ara Pacis di Roma, «Art for the Blind». Proprio grazie alla tecnologia Tooteko, i visitatori del Museo Ara Pacis provenienti da tutte le parti del mondo, affetti da cecità o da patologie riduttive della vista, potranno fruire dell’esplorazione poli-sensoriale offerta dal progetto. Questo, di fatto, rende accessibile ai non vedenti e agli ipovedenti la riproduzione di un’opera monumentale storica di valore inestimabile della Roma Imperiale, resa in modalità polisensoriale, per un momento in cui trovino espressione non solo valori culturali, educativi e didattici ma anche di vantaggio sociale.