26 marzo 2019
Aggiornato 15:00
Progetto europeo SAGA

I droni voleranno come api per la precision farming

Questi droni innovativi sono capaci di comunicare tra di loro come un vero e proprio sciame di api. Possono monitorare aree più elevate e agire sulle coltivazioni più colpite riducendo l'impatto ambientale.

Drone progetto Saga
Drone progetto Saga

ROMA - Droni che voleranno come api, capaci di monitorare lo stato di salute delle piante per consentire agli agricoltori di innovare le loro metodologie di coltivazione e raccolta dei prodotti agricoli. E’ questo «Saga: Swarm Robotics for Agricultural Applications», l’ambizioso progetto coordinato dall’Istituto di scienze e tecnologie dell’informazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr).

Droni in sciami
Il progetto europeo prevede la creazione, entro l’inizio dell’anno nuovo, di un primo prototipo di droni per la cosiddetta «precision farming» capace di monitorare lo stato di salute delle coltivazioni ed eliminare le piante infestanti secondo una logica ispirata a quella delle api, puntando all’interazione tra droni in sciami. L’algoritmo sviluppato e inserito all’interno della componente hardware del drone è stato sviluppato in modo da permettere al robot una «visione artificiale» e soprattutto un’alta capacità di interazione. Il droni, infatti, saranno in grado di comunicare tra di loro, in modo da aggregarsi e mappare le aree con maggior presenza di infestanti dove l’intervento è più urgente, sfruttando comportamenti simili a quelli impiegati dagli sciami di api per identificare le zone dove il polline è più abbondante.

L’hardware innovativo
L’hardware di questi robot è stato realizzato  dall’azienda Avular in Olanda, dove presso l’Università di Wageningen vengono sviluppati algoritmi di visione artificiale e controllo dei droni per applicazioni agricole che sono poi progettati dai ricercatori Istc-Cnr. Si tratta di algoritmi del tutto innovativi che permetteranno al drone di essere utilizzato anche nella fase concreta dell’intervento, ad esempio incorporando sul singolo drone dei micro-spray che libereranno la pianta dagli elementi infestanti. La comunicazione tra un drone e l’altro è, a questo punto, fondamentale, soprattutto perché permette di gestire aree sempre maggiori. «I robot lavoreranno in gruppi numerosi e si coordineranno per ricoprire grandi estensioni di terreno - ha detto Vito Trianni, ricercatore Istc-Cnr e coordinatore di Saga -. Inoltre i robot da terra saranno in grado di agire sugli infestanti meccanicamente anziché chimicamente, fornendo quindi ulteriori supporti all’agricoltura biologica».

Un sistema a impatto ambientale zero
Il sistema permette, quindi, all’agricoltore di pianificare gli interventi per la rimozione delle piante infestanti limitatamente alle aree più problematiche, risparmiando risorse, riducendo l’impatto ambientale e aumentando la produzione agricola.