22 febbraio 2020
Aggiornato 16:30
piano in vigore fino al 2022

Banda ultralarga, arriva il sì della Commissione Europea

Stando alla Commissione Europea il piano è in linea con le norme dell'Unione in materia di aiuti di Stato. La strategia porterà l'accesso veloce a internet in aree in cui non è al momento disponibile, senza falsare indebitamente la concorrenza

Via libera al piano per la banda ultralarga
Via libera al piano per la banda ultralarga Shutterstock

BRUXELLES - L’Italia potrà essere connessa, completamente. Anche se potrebbero volerci anni. Intanto arriva il via libera della Commissione Europa per il piano italiano per la banda ultralarga ad alta velocità: valore 4 miliardi di euro. Stando alla Commissione Europea il piano è in linea con le norme dell'Unione in materia di aiuti di Stato. La strategia porterà l'accesso veloce a internet in aree in cui non è al momento disponibile, senza falsare indebitamente la concorrenza.

Sì dell’UE per il piano della banda ultralarga
«Il piano per la banda larga ad alta velocità porterà internet più veloce a consumatori e imprese - ha dichiarato Margrethe Vestager, Commissaria responsabile della politica della concorrenza -. Aiuterà il paese a dotarsi delle infrastrutture necessarie, contribuendo così alla creazione di un mercato unico digitale connesso nell'UE. Grazie ad una buona cooperazionecon l'Italia, abbiamo potuto completare l'esame del nuovo piano  con grande rapidità». In linea con gli obiettivi del mercato unico digitale, la strategia italiana per la banda ultralarga mira ad aumentare la copertura della banda larga ad alta velocità, contribuendo così al raggiungimento dell'obiettivo nazionale di estenderla all'85% della popolazione e a tutti gli edifici pubblici (in particolare a scuole e ospedali) con una connettività di almeno 100 Mbps. Il piano sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022. Lo stato italiano finanzierà completamente la nuova infrastruttura, che resterà di proprietà pubblica, e incaricherà un concessionario della gestione della rete.

La strategia italiana per la banda ultralarga
Di fatto, all’interno del piano italiano, il finanziamento pubblico non andrà comunque a sostituire gli investimenti privati e altri utilizzatori di servizi potranno utilizzare l’infrastruttura finanziata pubblicamente su base non discriminatoria proteggendo in tal modo la concorrenza effettiva, un fattore essenziale per gli investimenti e per offrire prezzi e qualità migliori ai consumatori e alle imprese. La strategia italiana, in particolare, comporterà la spesa di denaro pubblico per aree poco servite senza escludere gli investimenti privati. Sarà previsto un sostegno solo per le aree in cui attualmente non esiste alcun accesso alle reti di nuova generazione, vale a dire le reti che possono garantire velocità superiori a 30 Mbps, o in cui non ne è prevista la realizzazione nei prossimi tre anni (le cosiddette "aree bianche"). Per individuare queste aree, l'Italia ha effettuato una mappatura dettagliata e una consultazione pubblica. Inoltre, promuoverà l'utilizzo delle infrastrutture esistenti creando una base di dati con le informazioni pertinenti che non si limiterà alle infrastrutture della comunicazione e, incoraggiando gli offerenti a utilizzare le reti esistenti il più possibile, minimizzerà l'uso di fondi statali.

Stimolare la concorrenza
La strategia italiana per l’estensione della banda ultralarga ha l’obiettivo di stimolare la concorrenza tra gli operatori e al livello del mercato al dettaglio. Il fine è garantire che la nuova infrastruttura sia aperta a tutti gli operatori interessati, a vantaggio della concorrenza e dei consumatori. L'Italia ha espresso il proprio accordo a creare punti di interconnessione neutrali invece che collegare semplicemente le nuove reti di accesso alle infrastrutture già esistenti degli operatori storici. In questo modo, tutti gli operatori dovrebbero poter raggiungere le nuove infrastrutture di accesso in condizioni di parità.