26 marzo 2019
Aggiornato 07:30
cyber security

Hackers, l'Italia è tra i Paesi più a rishio dell'UE

L'Italia è uno dei Paesi più colpiti dai cyber attacchi. Le principali porte di accesso per virus e malware sono rappresentate da quei programmi, come Facebook, Skype e Gmail che, per loro natura, sono più utilizzati per la condivisione di contenuti online

Italia più colpita dagli hackers
Italia più colpita dagli hackers Shutterstock

ROMA - L’Italia è uno dei Paesi dell’UE più colpito da Malware. A dirlo è un recente rapporto redatto da un team di esperti di Check Point Software Technologies, società di ricerca informatica. Colpa probabilmente del ritardo tecnologico che caratterizza la nostra nazione e che lascia ampio spazio di operazione agli hackers per creare malware di varia natura a una velocità che risulta sconosciuta rispetto agli altri 26 Paesi.

L’Italia è il Paese più colpito dagli hackers
Secondo il rapporto l’Italia si classifica al secondo posto in termini di quantità e frequenza di attacchi hackers subiti sia dai cittadini privati che dalle aziende. La situazione diventa più positiva se si amplia lo spettro d’azione: a livello mondiale infatti, il Belpaese si classifica al 30esimo posto. Resta il fatto che i cyber attacchi sono in costante aumento. Per il secondo mese di fila, i ricercatori hanno evidenziato un aumento delle singole varianti di malware, dato che già in aprile si era registrato un aumento del 50%. L'ultima versione del Threat Index, che monitora come e dove si stanno svolgendo i cyberattacchi nel mondo in tempo reale, mostra un forte aumento a maggio, pari al 15%, delle varianti di malware attive a livello mondiale. Se da una parte esiste il progresso tecnologico, dall’altra c’è chi se ne approfitta.

Dove si subiscono più cyber attacchi
Le principali porte di accesso per virus e malware sono rappresentate da quei programmi, come Facebook, Skype e Gmail che, per loro natura, sono più utilizzati per la condivisione di contenuti online: in questa ottica si mostrano decisamente più vulnerabili di fronte all’ingresso di malware di varia natura. Il malware più comune resta Conficker, seguito da Tinba, virus che attacca le transazioni bancarie, accanendosi in modo particolare verso gli utenti italiani e polacchi. Il versante mobile è colpito prevalentemente dal malware Hummingbad, ideali per prendere in ostaggio telefoni basati su Android e per chiedere un riscatto agli sfortunati possessori, in assenza del quale le funzionalità dello smartphone restano inevitabilmente compromesse.

Connettersi all’estero aumenta il rischio
Connettersi a Internet all’estero, appena scesi dall’aereo, poi aumenta considerevolmente le possibilità di ricevere un cyber attacco. A rivelarlo è una recente ricerca di Kaspersky Lab, secondo cui nel  momento di lasciare l’aeroporto, quasi metà dei viaggiatori (44%) ha già effettuato l’accesso a Internet. In questo scenario, lontano dalle reti protette, la mancanza di interesse per la sicurezza delle reti gioca a favore dei cyber criminali. Quasi un viaggiatore su cinque (18%) è stato vittima del cyber crimine durante un viaggio, rispetto al 6% di chi è stato vittima di un crimine nella vita reale. «Rileviamo costantemente un'impennata del numero di varianti di malware attive contro le reti aziendali, che è esemplificativo dell'impegno che gli hacker stanno dedicando a creare nuovi attacchi zero-day, oltre a dimostrare l'importanza della sfida che le aziende affrontano difendendo le loro reti dai cybercriminali - dichiara Nathan Shuchami, head of threat prevention di Check Point -. Le organizzazioni devono valutare l'applicazione di soluzioni advanced threat prevention per le proprie reti, per gli endpoint, e per i dispositivi mobili, al fine di bloccare i malware allo stadio pre-infettivo, e garantire una sicurezza effettiva contro le minacce più moderne».