21 marzo 2019
Aggiornato 08:00
terra madre

FoodMood, innovazione e startup al Salone del Gusto di Torino

Un'area dedicata all'innovazione e alle startup all'evento dedicato all'agroalimentare al Salone del Gusto di Torino che si terrà dal 22 al 26 settembre prossimo. Per parlare di cambiamenti e tecnologia anche nel settore food

Terra Madre dal 22 al 26 settembre a Torino
Terra Madre dal 22 al 26 settembre a Torino

TORINO - Non solo la prossima edizione di Terra Madre al Salone del Gusto di Torino, dal 22 al 26 settembre, sarà la prima aperta gratuitamente al grande pubblico, ma avrà, inoltre, la prima struttura dedicata al business e alle startup emergenti nel mondo dell’agroalimentare. Si chiama FoodMOOD e racconta il sistema di incontri B2B: una piccola grande area dove parlare dell’innovazione che sta espandendosi anche nel mondo del cibo e, soprattutto, della filiera agroalimenatare.

Il settore del food system in Italia
Stiamo parlando di un settore vitale per l’uomo che impiega il 40% della forza lavoro globale e vale più di 5mila miliardi di dollari. Quasi 6 miliardi di euro sono stati  investiti nel 2015 nel settore. In questo scenario l’Italia, a livello  mondiale, detiene 4 primati nel settore agroalimentare: sicurezza alimentare; sostenibilità; produzione di ricchezza; produzione di prodotti biologici. Il fatturato del settore è pari a oltre 130 miliardi di euro e contribuisce per il 13,4% al Pil nazionale, con un valore complessivo di 208 miliardi di euro. L’Italia è il secondo Paese in Europa per superficie agricola dedicata al biologico, pari più di 1 miliardo di ettari con più di 52mila agricoltori; ed è il settimo Paese  al mondo per le produzioni biologiche, con un mercato che vale più di 3  miliardi di euro. Dimensioni e ruoli strategici di sviluppo che è impossibile ignorare. Sono questi i motivi per cui l’Italia, nel settore, non conosce crisi sui mercati internazionali.

L’area FoodMood a Terra Madre a Torino
Realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Torino e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, FoodMOOD è la novità di quest’anno per gli addetti ai lavori: si tratta di una Business Area situata nel Centro Congressi Torino Incontra e dedicata a buyer, aziende e giovani imprenditori che in Terra Madre Salone del Gusto ricercano un momento di incontro e di scambio tecnologico e commerciale. Le innovazioni dell’agroalimentare trovano la loro dimensione in questo spazio pensato per accogliere in quattro aree le esigenze degli operatori del settore: gli ultimi ritrovati tecnologici saranno quindi presentati nell’area HiTech Mood, attiva solamente per due giorni (22 e 23 settembre); Fresh Mood accoglierà invece la freschezza delle start-up dei giovani provenienti dagli incubatori di UniSg, UniTo e PoliTo per metterle in contatto con le aziende e creare un terreno fertile; gli espositori e le aziende troveranno invece una sorta di salottino nella sezione Market Mood in cui incontrare i buyer; infine lo spazio dedicato ai contenuti, Talk Mood, in cui si terranno incontri e dibattiti riservati ai professionisti e agli studenti.

Una Food Valley
«Sarà un modo per riqualificare il mercato e mettere a disposizione delle aziende nuovi strumenti, come i progetti di ricerca universitari - ha detto Silvio Barbero, Vice Presidente dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche - l’ateneo si apre ai modelli commerciali in un’ottica di innovazione, ricerca e formazione per creare una rete professionale forte». FoodMOOD diventa il luogo in cui i progetti incontrano le persone e danno vita alle idee. «Volevamo andare incontro ai delegati e agli espositori di Terra Madre che ogni due anni arrivano in Italia con valigie piene di idee e innovazione. Così è nata FoodMOOD, per dare uno spazio fisico allo scambio dei progetti» racconta Roberto Burdese, Amministratore Delegato di Slow Food Promozione. Il cibo dà l’opportunità di creare dinamismo e FoodMOOD è il format adatto per dare a Terra Madre Salone del Gusto un’anima professionale e commerciale, che stimoli situazioni e trasformi Torino in vera capitale del cibo o, come scherzano gli ideatori del progetto, in una «Food Valley».