20 settembre 2021
Aggiornato 07:30
innovazione

Equity crowdfunding, come investire in una startup

L'equity crowdfunding è una forma di investimento online attraverso cui è possibile acquistare un vero e proprio titolo di partecipazione in una società. Ecco alcune cose da sapere prima di investire in una startup innovativa

ROMA - Sentiamo spesso parlare di equity crowdfunding quando ci immergiamo nel settore dell’innovazione e delle startup disraptive e cioè quella forma di investimento online attraverso cui è possibile acquistare un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: qui la ricompensa per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione all’interno dell’impresa. Ma come funziona davvero in Italia? Ecco alcune cose da sapere prima di investire in una startup innovativa.

Il Decreto crescita bis e il Regolamento CONSOB
Nella maggior parte dei Paesi in cui operano portali di crowdfunding il fenomeno non è soggetto a regolamentazione ed è fatto pertanto rientrare nell'ambito di applicazione di discipline già esistenti (appello al pubblico risparmio, servizi di pagamento, etc.). L'Italia è invece il primo Paese in Europa ad essersi dotato di una normativa specifica e organica relativa al solo equity crowdfunding. Il «Drecreto crescita bis» è stato, infatti, dotato per fare da stimolo alla crescita economica del nostro Paese laddove l’equità crowdfunding è visto proprio come uno strumento volto a favorire la crescita delle startup innovative. Il Decreto ha delegato alla Consob il compito di disciplinare alcuni specifici aspetti del fenomeno con l'obiettivo di creare un "ambiente" affidabile in grado, cioè, di creare fiducia negli investitori. La Consob ha adottato il nuovo regolamento il 26 giugno 2013.

Chi gestisce i portali di equity crowdfunding
In base alle normative sono due i soggetti che possono gestire questi portali: i soggetti autorizzati dalla Consob, le banche e le imprese di investimento SIM già autorizzate. Ai gestori dei portali iscritti nel registro della Consob si applica una disciplina più "leggera" rispetto a quella dettata per gli intermediari tradizionali presso cui abitualmente i risparmiatori effettuano i propri investimenti. Come contropartita i gestori iscritti non possono detenere somme di danaro di pertinenza degli investitori né eseguire direttamente gli ordini per la sottoscrizione degli strumenti finanziari offerti sui propri portali, dovendo a tal fine trasmetterli esclusivamente a banche o SIM. I gestori non possono poi svolgere in alcun modo consulenza finanziaria nei confronti degli investitori. Una particolare tutela è rivolta nei confronti degli investitori retail (cioè quelli diversi da banche, SIM, compagnie di assicurazione, etc.) i quali devono completare un vero e proprio "percorso di investimento consapevole": per accedere alla sezione del portale in cui è possibile aderire alle offerte devono infatti aver compilato un apposito questionario on-line da cui risulti che hanno preso visione delle informazioni messe a disposizione e che hanno compreso le caratteristiche e i rischi dell'investimento in startup innovative.

E’ sufficiente aderire all’offerta sul portale per completare l’investimento?
Una volta che l'investitore decide di investire in una startup, il gestore del portale deve trasmettere l'ordine di adesione ad una banca o una impresa di investimento che provvederanno a perfezionare la sottoscrizione degli strumenti finanziari (e a raccogliere le somme corrispondenti in un conto indisponibile a favore dell'emittente). Per favorire lo sviluppo del crowdfunding e, quindi, agevolare l'accesso ai finanziamenti da parte delle startup innovative, il Regolamento prevede una esenzione dall'applicazione della disciplina sui servizi di investimento per gli investimenti che siano complessivamente al di sotto di una determinata soglia pari a: 500 euro per singolo ordine e 1.000 euro per ordini complessivi annuali, per gli investimenti delle persone fisiche, 5.000 euro per singolo ordine e 10.000 euro per ordini complessivi annuali, per gli investimenti delle persone giuridiche.

E’ possibile cambiare idea dopo aver aderito a un’offerta?
Gli investitori possono cambiare idea a patto che lo facciano entro dei termini prestabiliti. Entro 7 giorni dall’adesione è sempre possibile recedere senza alcuna spesa tramite una comunicazione al portale, secondo le modalità indicate dallo stesso; entro 7 giorni dalla data in cui nuove informazioni (fatto nuovo o segnalazione di un errore materiale) rispetto a quelle esposte sul portale sono portate a conoscenza degli investitori. In questi casi, i soldi già versati alla piattaforma online saranno restituiti all’avente diritto.

Quali sono i rischi dell’investimento in una startup innovativa?
Partiamo dal fatto che una startup innovativa sviluppa qualcosa di nuovo: non c’è una storia - fatta salva quella dei singoli componenti del team - non ha risultati da presentare e non ha dividendi da promettere: il rischio economico nell’investire in una startup innovativa è quindi particolarmente elevato. La decisione se investire oppure no, pertanto, non si basa, come tradizionalmente avviene, su elementi economici e razionali ma, inevitabilmente, sul nostro modo di apprezzare, anche emotivamente, il progetto che ci viene presentato. Molti studi che trattano il tema crowdfunding, infatti, sottolineano l’importanza del fattore emozionale con cui si valuta l’investimento. Diventando di fatto soci  - con l’equità - di una società che non si sa quale destino possa avere, è opportuno investire in startup solo le somme per le quali si ritiene di poter sostenere la totale perdita. Inizialmente non ci saranno utili. Il "Decreto crescita bis" ha addirittura posto il divieto di distribuzione di utili (per tutto il periodo in cui la società emittente possiede i requisiti di start-up innovativa, e cioè per un massimo di 4 anni dalla iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese). C’è poi il rischio di illiquidità e il rischio totale di perdita del capitale. Malgrado queste problematiche investire in startup innovative aiuta la crescita economica del Paese.