12 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
venture capital

Startup, l'Italia investe 30 volte in meno della Gran Bretagna

Volano le startup fintech e dell'health, ma in Italia si investe ancora troppo poco in innovazione. Colpa della burocrazia: nei primi mesi del 2016 sono stati investiti in startup in Italia solo 22 milioni di euro

Finanziamenti in startup
Finanziamenti in startup Shutterstock

ROMA - Sono 22 i milioni di euro investiti in startup nei primi mesi del 2016: 22 milioni di euro in 13 operazioni tra venture capital e investitori privati con un taglio delle operazioni medio di 1,6 milioni di euro. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno cresce leggermente il capitale investito (nel 2015 era di 20,3 milioni), ma cala il taglio dato che la media per operazione del 2015 si attesta a 2,9 milioni.

Crescono gli investimenti nel fintech
Aumentano quindi le operazioni a favore delle startup, ma sono di fatto diminuite nel taglio. Ad attirare la maggiore attenzione da parte degli investitori sono le startup fintech, su queste, infatti, sono stati effettuati i maggiori investimenti. Smartika, milanese, che ha raccolto 4,5 milioni di euro da Hamilton Ventures di Londra. Mentre l’investimento più grosso - 8 milioni di euro - l’ha preso Instapartners, azienda che ha sviluppato una piattaforma di p2p lending tra aziende per aggirare le difficoltà dei prestiti bancari. Secondo gli ultimi report sono ben 115 le startup italiane attive nel fintech le quali nel solo 2015 avrebbero ottenuto risorse finanziarie per ben 33,6 milioni di euro, un boom rispetto ai 7,5 milioni incassati nel 2014.

L’Italia investe 30 volte in meno della Gran Bretagna
La situazione cambia notevolmente se ci spostiamo all’estero, ma parliamo sempre di startup italiane. Secondo Dealroom nel Regno Unito sono stati investiti nei soli ultimi sei mesi circa 2,4 miliardi di dollari. In Italia nel medesimo periodo la cifra rilevata è di poco superiore ai 72 milioni di dollari. La facciamo più semplice? L’Italia investe oltre trenta volte meno della Gran Bretagna quando si tratta di aziende innovative. Un po’ anche merito della burocrazia decisamente più snella rispetto a quella italiana. Per fare un esempio: la startup FaceIT ha chiuso a Londra un secondo round da 15 milioni. I report pubblicati in queste settimane raccontano anche di un crollo del venture negli Stati Uniti (nel Q1 25% in meno rispetto al 2015). Mentre in Europa si assiste ad un trend contrario, come riporta il Down Jones Venture source. 25 venture europei tracciati hanno investito 2.85 miliardi nei primi tre mesi del 2016, una crescita del 19% rispetto allo scorso anno, con una crescita del 31% solo nel healtcare (754 milioni) e del fintech (712milioni).