15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
da unicredit e mipaaf

Startup, sei miliardi di euro per l'innovazione agroalimentare

Sei milioni di euro da destinare all'innovazione della filiera agroalimentare e per la digitalizzazione delle aziende agricole. E' il nuovo programma "Progetto UniCredit Mipaaf. Coltivare il futuro" realizzato da Unicredit e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

6 miliardi per innovare la filiera agroalimentare
6 miliardi per innovare la filiera agroalimentare Shutterstock

MILANO - Contribuisce per oltre l'11% al valore aggiunto dell'economia del nostro Paese. Raccoglie 2,1 milioni di imprese e dà occupazione a 3,4 milioni di persone. E' il settore agroalimentare, vero e proprio fiore all'occhiello dell'economia italiana. Per la sua natura anticiclica ha contenuto l'impatto della crisi e già nel 2015 ha portato i primi segnali di ripresa. La sola fase di produzione e trasformazione dei beni alimentari genera un giro d'affari di circa 190 miliardi di euro; scendendo più nel dettaglio l'agricoltura italiana ha un fatturato globale di oltre 55 miliardi di euro, mentre l'industria alimentare e delle bevande produce un valore di oltre 130 miliardi di euro. Nel 2016 il settore ha saputo confermarsi il secondo comparto economico per l'economia italiana, dopo le costruzioni.

"Progetto UniCredit Mipaaf. Coltivare il futuro"
UniCredit e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf) hanno dato il via un programma finalizzato a sostenere gli investimenti e favorire l'accesso al credito delle imprese operanti nel settore agroalimentare italiano. E' il "Progetto UniCredit Mipaaf. Coltivare il futuro", che è stato descritto nei suoi contenuti da Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Federico Ghizzoni, Amministratore Delegato di UniCredit, e Gabriele Piccini, Country Chairman Italy dell'Istituto. «La crescita registrata nel 2015, anno di Expo, ci dimostra come il Made in Italy agroalimentare sia sempre più protagonista - ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina - e in grado di offrire importanti opportunità, anche in termini di occupazione. Ma possiamo e vogliamo crescere ancora, soprattutto per quanto riguarda l'export. Con il progetto realizzato insieme a UniCredit facciamo un passaggio decisivo in questa direzione, migliorando il rapporto tra banche e imprese agroalimentari. C'è un'importante destinazione di risorse pari a 6 miliardi di euro, ma soprattutto torna ad esserci un credito specializzato per l'agricoltura e l'agroalimentare. Grazie a un approccio mirato e in grado di cogliere la specificità delle aziende del settore, facilitiamo non solo l'accesso al credito ma supportiamo le piccole e medie imprese su alcuni fronti chiave come formazione e promozione».

L’innovazione nell’agroalimentare
Il "Progetto UniCredit Mipaaf. Coltivare il futuro" si fonda su alcuni pilastri. Il primo pilastro poggia sulla erogazione di nuova finanza per sostenere progetti e investimenti delle imprese dell'agroalimentare italiano. UniCredit ha deciso di destinare a questo settore 6 miliardi di euro di nuove linee di credito nel triennio 2016-2018. Inoltre, UniCredit lancerà il nuovo Agribond, una tranched cover dedicata alle imprese della filiera agricola che, basandosi sulla garanzia pubblica fornita da ISMEA e sfruttandone l'effetto moltiplicatore, consentirà l'attivazione di nuove erogazioni inizialmente per 300 milioni di euro, replicabili nel tempo. Il secondo pilastro riguarda invece la formazione e lo sviluppo delle conoscenze. Nasce infatti una Agri-Business School che poggia su tre macro aree tematiche: Competenze di base, ovvero un percorso formativo per acquisire le principali conoscenze finanziarie; Export Management, che comprende sessioni formative dedicate a tematiche di internazionalizzazione; e Innovazione, che propone sessioni formative su tematiche di particolare attualità come la filiera corta, la tracciabilità e l'agricoltura di precisione. Molto importante è inoltre il concetto di "Smart Agriculture".

L’innovazione delle aziende agricole
Per questo nasce oggi "Value for Food", l'iniziativa congiunta di UniCredit, Cisco Systems Italy (azienda leader nelle tecnologie del digitale) e Penelope Spa (azienda leader in tecnologia e know-how per il digitale nell'Agri-Food) rivolta a  finanziare e realizzare programmi di evoluzione tecnologica delle Aziende Agroalimentari, che sappiano coniugare le esigenze di comunicazione e marketing territoriale, di efficientamento e automazione dei processi di filiera, di dematerializzazione e di digitalizzazione degli asset informatici. L'iniziativa mira a predisporre un'offerta di servizi alle Aziende Agricole - dalla formazione alle piattaforme digitali - sostenuta da un programma di finanziamento. Value For Food è lo strumento che consente la valorizzazione del proprio marchio e dell'immagine del Made In Italy (branding), la difesa dalla contraffazione diffusa dei prodotto (anticontraffazione), l'efficientamento dei processi produttivi garantendo la sinergia con i fornitori e i distributori (tracciabilità) e il vantaggio competitivo a livello internazionale. «La filiera agroalimentare italiana - ha dichiarato Gabriele Piccini, Country Chairman Italy di UniCredit - è composta da un tessuto di piccole e medie imprese e può ancora fare molto sul fronte dell'organizzazione e dell'aggregazione. Il nostro progetto prevede un supporto a 360 gradi, dall'esportazione dei prodotti alla loro certificazione, dal sostegno finanziario alla consulenza tecnologica. Tutti questi motivi ci hanno indotto a intervenire in maniera organica a sostegno del settore agroalimentare. Innanzitutto abbiamo stanziato  a suo favore 6 miliardi di euro per il triennio 2016-2018: queste risorse non sono un plafond ma un vero e proprio target commerciale, declinato sulla rete della banca sino al livello delle singole aree commerciali nei diversi territori da raggiungere;  parallelamente metteremo in campo per gli imprenditori del settore un programma di interventi formativi e di soluzioni tecnologiche innovative».