19 novembre 2019
Aggiornato 14:00
sviluppo sostenibile

A Panama il primo eco-villaggio fatto con bottiglie di plastica

I muri, anzichè essere costituiti da mattoni, sono fatti da bottiglie di plastica. L'idea è recuperare circa 1 milione di rifiuti da riutilizzare

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PANAMA - Un ecovillaggio nel ben mezzo della giungla di Panama, per combattere lo spreco di rifiuti, l’inquinamento e sensibilizzare la popolazione verso un’idea di riciclo. E’ l’idea di Robert Bezeau, canadese con il pallino del riciclo, che fatto erigere una casa costruita con ben 10mila bottiglie di plastica. Un progetto innovativo e molto ampio, visto che è prevista la costruzione di altre 100 case dello stesso tipo che saranno in grado di eliminare più di 1 milione di bottiglie di plastica dai cassonetti o dalle strade della zona. Un sistema per combattere l’inquinamento derivate dai rifiuti, una delle maggiori problematiche del nostro tempo che l’economia circolare sta cercando di risolvere.

Case costruite con la plastica
Le case ecologiche non sono poi così diverse da qualsiasi altro tipo di edificio. Il segreto, infatti, è nel cuore dei muri stessi dell’abitazione che, invece di contenere mattoni, sono costituiti da bottiglie di plastica pressate e ingabbiate da materiale resistente. I costruttori, infatti, fabbricano un gabbione d’acciaio e poi lo riempiono di bottiglie di plastica. In questo contesto si ricava l’alloggiamento per cavi elettrici e le varie canaline prima di ricoprire il tutto con un sottile strato di cemento. Oltre alle case saranno realizzati ambienti naturali con zone verdi, un padiglione per lo yoga, sentieri, piccoli parchi per barbecue e gite fuori porta, il tutto pensato per poter coesistere con la natura circostante e la giungla tropicale.

La lotta all’inquinamento e allo spreco
Il progetto ha avuto inizio nel 2015 e al momento è stata ultimata solo un’abitazione, ma il progetto come detto è molto ampio e prevede la costruzione di un vero e proprio villaggio ecosostenibile. A seconda della metratura, ogni abitazione è in grado di riciclare dalle 10mila alle 25mila bottiglie. Il problema del PET, infatti, a livello globale è molto sentito. Si stima che negli oceani finiscano 8 milioni di tonnellate di plastica all’anno, pari a un camion ogni minuto. Dal 1964 ad oggi la produzione di plastica è aumentata di 20 volte e entro il 2050 quadruplicherà ulteriormente. Una piaga che l’innovazione e la ricerca sta cercando di risolvere. Il metodo di costruzione progettato da Robert, inoltre, abbatte costi e tempi di costruzione, rispetto alle tecniche e ai materiali tradizionali. Inoltre i muri di plastica avrebbero anche ottime performance di isolamento, essenziali visto il clima tropicale della regione e le alte temperature non solo durante la stagione estiva. Chissà che soluzioni di questo tipo non si possano presto apportare anche qui in Italia.