21 novembre 2019
Aggiornato 14:30
l'auto viaggia senza guidatore

Google Car come l'uomo, addio patente di guida

La massima autorità negli Stati Uniti d'America in tema di sicurezza stradale, ha stabilito che il sistema di intelligenza artificiale che guida la Google Car potrà essere equiparato a un guidatore «umano»

La Google Car sarà paragonata a un uomo
La Google Car sarà paragonata a un uomo Shutterstock

NEW YORK - L’intelligenza artificiale supera quella umana, almeno al volante: la Google Car, secondo la legge statunitense, potrà essere equiparata a un guidatore in carne e ossa anche se - di fatto - sul sedile non c’è seduto nessuno. L'Nhtsa (National highway traffic safety administration), la massima autorità negli Stati Uniti d'America in tema di sicurezza stradale, ha stabilito che il sistema di intelligenza artificiale che guida la Google Car potrà essere equiparato a un guidatore «umano». La notizia è clamorosa ed è la più importante in assoluto, da quando si parla di automobili che guidano da sole.

La responsabilità in caso di incidente
Di chi è la colpa se i meccanismi e le tecnologie che permettono all’auto di viaggiare autonomamente non funzionano? Il quesito è ormai uno dei cardini degli studi e delle riflessioni in merito all’intelligenza artificiale. Può un robot essere responsabile delle sue azioni? Di fatto la macchina non può essere pizzicata in stato di ebrezza, questo è sicuro. Ma se non rispetta le distanze di sicurezza (a causa di un errore di algoritmo) chi paga? Da Google affermano che i sistemi di guida autonomi studiati in questi anni avranno un margine di errore completamente pari a zero. Ma ovviamente non si può mettere la mano sul fuoco, né pensare che l’obbligo dell’RC auto sparisca nella pattumiera delle cose da riciclare. Probabilmente è proprio questo il motivo per cui l'NHTSA non ha fatto alcun riferimento alla questione legale, che lascia volentieri al Congresso americano (il nostro Parlamento). C’è da dire, inoltre, che la macchina sarà priva di pedali e di sterzo in modo tale che l’ipotetico intervento dell’uomo non possa in alcun modo inficiare l’intelligenza artificiale della Google Car. Che l’azienda si sia messa al riparo da eventuali ripercussioni?

La Google Car
A più di un anno di distanza dalla presentazione del primo prototipo, «Big G» ha annunciato che la Google Car sarà disponibile per la prossima estate. Dopo aver percorso qualcosa come 1,6 milioni di chilometri all’interno del circuito privato dell’azienda di Mountain View, i prototipi sono stati giudicati pronti per varcare le soglie della proprietà Google e circolare sulle strade pubbliche della California. L’auto, di fatto, si guiderà da sola. Rasseniamoci, è il futuro. I discorsi sulla patente, sulla responsabilità e sull’intelligenza artificiale risparmiamoceli. Il prototipo integra essenzialmente una serie di sensori sparsi lungo la carrozzeria, in grado di far capire al sistema di controllo la posizione del veicolo, gli ostacoli lungo la strada, la posizione di altre automobili, moto, biciclette e pedoni, impostando attraverso un computer la traiettoria e la velocità ottimali per spostarsi nel traffico in tutta sicurezza. Il software di bordo impiegato è lo stesso presente nella flotta di Suv Lexus RX450h, realizzato appunto da Google e con oltre un milione di miglia all’attivo percorse per le strade di tutto il mondo. I prototipi «promossi» da Google per la guida su strade pubbliche avranno una velocità di 40 km/h. Una delle principali applicazioni dell’auto che si guida da sola potrebbe essere rappresentata dal classico tragitto «casa-lavoro», grazie all’abilità dei sensori di leggere le condizioni del traffico e interpretarne i flussi, consentendo cambi di corsia, svolte e manovre in sicurezza grazie alla possibilità di interagire con altri veicoli e di tenersi a debita distanza da questi. Obiettivo futuro di Google, eliminare l’errore umano. La legge americana gli ha già dato una forte mano.