17 novembre 2019
Aggiornato 18:00
INFORMATICA

Addio a Marvin Misky, padre dell'intelligenza artificiale

Tra le sue invenzioni il microscopio confocale, strumento a oggi insostituibile, in grado di accrescere sensibilmente la risoluzione spaziale del campione esaminato. Ha vinto il premio «Am Turing Award», il più alto riconoscimento dell'informatica

BOSTON - Si è spento all’età di 88 anni a causa di un’emorragia cerebrale Marvin Minsky, padre della cosiddetta intelligenza artificiale, ma anche scrittore e inventore. Un uomo che ha dedicato buona parte della sua vita allo studio dei possibili impatti sulla società delle macchine capaci di pensare in modo simile a quello dell’uomo.

L’intelligenza artificiale
Marvin considerava il cervello come una macchina che può essere studiata e il cui funzionamento poteva essere replicato in un computer e, viceversa, il funzionamento del computer poteva essere strumento in grado di rivelare i meccanismi ancora sconosciuti del cervello umano. A lui si deve lo sviluppo dei primi robot intelligenti che oggi hanno raggiunto livelli di intelligenza tale da poter parlare, studiare cure per il cancro o capire le emozioni, come il robot Pepper. In Italia è nato il cervello artificiale di Annabel, che ha imparato a riconoscere parole e regole del linguaggio umano «dialogando» con l’uomo.

Le invenzioni tecnologiche
Marvin, tuttavia, era anche scrittore e soprattutto inventore. Con la collaborazione di Ed Fredkin, a esempio, ha inventato il sintetizzatore di musica elettronica «muse» ed è stato tra gli inventori del cursore tartaruga per disegnare figure geometriche, nel linguaggio di programmazione logo. Si deve a lui, inoltre, l'invenzione del microscopio confocale - strumento a oggi insostituibile - che si basa su una tecnologia volta ad accrescere sensibilmente la risoluzione spaziale del campione, eliminando gli aloni dovuti alla luce diffusa dai piani fuori fuoco del preparato.

Premi e riconoscimenti
Laureato in matematica ha trascorso quasi tutta la sua vita al Mit di Boston dove dirigeva da anni il famosissimo Media Lab, vero e proprio laboratorio di idee umane nel campo della robotica e della comunicazione. Per il lavoro prestato e i risultati ottenuti, Marvin Minsky ha ricevuto, tra gli altri, il premio «Am Turing Award», il più alto riconoscimento dell’informatica. Importanti anche le sue collaborazioni con Stanley Kubrick e Arthur Clarke per «2001 Odissea nello spazio».