5 dicembre 2020
Aggiornato 23:00
Sicurezza informatica

Crimini informatici, task force UE-USA

J-Cat, con sede presso Europol, partecipa anche l'Italia. Obiettivo dichiarato di questa unità sarà vigilare sulle minacce informatiche chiave, dai malaware, inclusi i vari trojan che prendono di mira i dati bancari, ai forum. Check Point, società di sicurezza israeliana: «A rischio milioni di dispositivi internet e Wi-Fi».

BRUXELLES - Europa e Stati Uniti lanciano una nuova task force congiunta contro i crimini informatici. Battezzata J-Cat (Joint Cybercrime Action Taskforce) è attiva da oggi con sede presso lo European Cybercrime Centre (Ec3) di Europol, e da subito vi partecipano Italia, Austria, Germania, Francia, Olanda, Spagna, e oltre agli Usa anche il Canada. L'iniziativa appare aperta a future adesioni.
A capo della task force è stato nominato il vicedirettore della divisione sul cybercrimine della NCA della Gran Bretagna, Andy Archibald. Obiettivo dichiarato di questa unità sarà vigilare sulle minacce informatiche chiave, dai malaware, inclusi i vari trojan che prendono di mira i dati bancari, ai forum.

CONNESSIONI WI-FI A RISCHIO - Check Point, società di sicurezza israeliana, ha recentemente rilasciato i risultati di una ricerca condotta su alcune vulnerabilità di sicurezza riscontrate nel CPE WAN Management Protocol (CWMP/TR-069), utilizzato dai principali Internet Service Provider (ISP) per controllare dispositivi internet aziendali e domestici, quali router Wi-Fi, telefoni VoIP, e altri ancora.
I ricercatori hanno scoperto una serie di vulnerabilità in diverse implementazioni TR-069 a livello di server. Una volta compromessi i dispositivi, un loro sfruttamento malevolo potrebbe condurre a massicce infezioni malware, invasioni di privacy e un monitoraggio illegale di massa, e/o interruzioni di servizio, inclusa la disabilitazione del servizio internet da parte di un ISP. I criminali potrebbero inoltre sottrarre dati personali e finanziari da un numero significativo di aziende e utenti finali.
Un’ulteriore analisi ha rilevato un allarmante numero di IPS non sicuri, a rischio di un controllo remoto. Check Point ha segnalato le vulnerabilità riscontrate ed ha assistito nella risoluzione di tutte le relative problematiche.