16 settembre 2019
Aggiornato 00:30
Internet

Wall Street, fuga da Twitter

Scaduto il vincolo che vietava a manager e dipendenti della società di vendere le azioni (il cosiddetto lock up), è stata la fuga. Ancora guai per Twitter a sei mesi dalla quotazione al Nasdaq con cui la società di micro blogging è andata sul mercato.

NEW YORK - Brusco calo di Twitter in avvio a Wall Street. Il sito di microblogging cede poco meno del 10% a 34,95 dollari per azione alla scadenza del «lock-up» su circa 489 milioni di titoli in mano agli insider della società e ai vertici del gruppo. Il numero di azioni in circolazioni è quadruplicato.
Il vincolo impediva a determinati azionisti (in questo caso i maggiori investitori) di vendere titoli per un certo tempo dopo la quotazione. In genere è un periodo di 180 giorni.

TITOLO AI MINIMI - Il titolo si attesta al minimo dall'Ipo dello scorso 7 novembre ed è più che dimezzato rispetto al massimo dello stesso periodo a 74,73 dollari.
A impedire i cali non basta il fatto che gli investitori della prima ora, che controllano circa 205 milioni di titoli, hanno detto che non avrebbero venduto la propria quota, dando un'aperta manifestazione di fiducia nel futuro della società.
Si sono espressi in questo senso i cofondatori Jack Dorsey ed Evan Williams e l'amministratore delegato Richard Costolo. Anche la società di venture capital Benchmark e Rizvi Traverse Management, che con una partecipazione del 14% è il singolo maggiore azionista di Twitter, hanno fatto sapere che non venderanno.