16 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
Calcio

Tifosi del River assaltano il pullman dei giocatori del Boca

Rinviata la finale di ritorno della Copa Libertadores, il «derby del secolo». L'ex juventino Tevez: «Non riuscivamo a respirare». Lanciati sassi e gas urticante

ARGENTINA - Guerriglia al Monumental prima della finale di ritorno della Copa Libertadores tra River Plate e Boca Juniors. Poco prima delle 20 di ieri, mentre gran parte dei tifosi Millonarios era entrata già allo stadio, il pullman del Boca è stato preso d'assalto con pietre e gas urticante che sono penetrati all'interno del mezzo, rischiando di colpire anche il conducente che ha lasciato il volante al vicepresidente del Boca. Altro obiettivo degli scontri la polizia che presidiava i cancelli. Sono volate pietre ed oggetti. La Polizia ha risposto con il lancio dei fumogeni.

I giocatori del Boca: «Non riusciamo e respirare»
All'arrivo allo stadio vomito e dolori per alcuni giocatori, tra cui Carlos Tevez e Agustín Almendra, i due indicati alla vigilia per sostituire l'infortunato Cristian Pavón. Quattro Xeneizes sono rimasti feriti: i più gravi sono Pablo Pérez e Gonzalo Lamardo, problemi anche per Leonardo Jara e Nahitan Nández. Carlos Tevez è incontenibile e lancia accuse alla Conmebol: «Non siamo in condizione. Ci stanno obbligando a giocare, credo che stiano facendo pressioni ai medici per far giocare questa partita», ha detto l'Apache ai media argentini.

Partita rinviata
La partita è stata rinviata a questa sera alle 21, esattamente 24 ore dopo la data prevista, e ci sarà il pubblico, presumibilmente lo stesso che ha riempito lo stadio visto che i Millonarios hanno comunicato che i biglietti restano validi. Il presidente della confederazione sudamericana Alejandro Domínguez ha dichiarato a caldo: «In queste condizioni si snaturalizzava il gioco. Questo è calcio, non una guerra! Voglio congratularmi con i due presidenti delle squadre perché è stato un patto tra gentiluomini: una squadra era in condizione di giocare e l'altra non voleva giocarla così».