16 novembre 2018
Aggiornato 23:30

In America inizia la distruzione delle statue di Colombo

La settimana scorsa, nel sud degli Stati Uniti d'America, sono state distrutte tra malcelati applausi e sorrisini dei benpensanti mondiali le statue del Generale Lee e Jefferson. Ora tocca alla statua di Cristoforo Colombo

ROMA - La settimana scorsa, negli stati del sud degli Stati Uniti d'America, sono state distrutte tra malcelati applausi e sorrisini dei benpensanti mondiali le statue del Generale Lee e Jefferson, quest'ultimo da noi meno noto ma fu il primo e unico presidente degli stati Confederati durante la guerra civile americana. Va detto che è difficile valutare a priori la bontà della violenza, chiunque la commetta con finalità politiche e sociali, è convinto di essere in buona fede e di perseguire una buona causa, ma quando si mettono in moto i picconi è difficile prevedere quando verranno riposti. Abbattute le statue del male assoluto, il Generale alla guida dei sudisti che tra le tante cose si battevano per il mantenimento della schiavitù, l'attenzione delle folle inferocite si è spostata sulle statue del nostro Colombo. L'esploratore genovese è considerato colpevole, con la sua scoperta dell'America, di aver portato alla sottomissione dei popoli nativi da parte degli europei.
Così, mentre registriamo questo video, una statua di Colombo del 1792 è già stata abbattuta a Baltimora, è andata meglio ad un'altra statua eretta in Texas a spese della comunità italiana che è stata solo imbrattata di vernice rossa. A Oberlin, in Ohio, il consiglio comunale ha addirittura approvato una risoluzione che abolisce il Columbus Day, sostituendolo con l'Indigenous People Day, la festa delle popolazioni indigene Per noi, accanirsi sui simboli di Colombo e un po' come se l'inventore del motore a scoppio potesse essere considerato responsabile della morte delle persone per incidente.