Sponsorizzato da Ryan, speaker della Camera. Conservatori delusi

Usa, parte il piano repubblicano per abrogare l'Obamacare

La maggioranza repubblicana del Congresso statunitense ha dato l'avvio alla procedura di sostituzione dell'Affordable Care Act, meglio conosciuto come Obamacare

WASHINGTON - La maggioranza repubblicana del Congresso statunitense ha dato l'avvio alla procedura di sostituzione dell'Affordable Care Act, meglio conosciuto come Obamacare, la riforma sanitaria voluta dall'amministrazione precedente. Ma tra i repubblicani ci sono forti tensioni sul tema. È ora di girare pagina e di salvare il nostro sistema sanitario, ha detto Paul Ryan, il presidente repubblicano della Camera dei deputati che promuove la riforma del nuovo esecutivo.

Addio all'Obamacare
«L'incubo Obamacare sta per finire» ha detto Ryan alla conferenza stampa di presentazione del progetto. «Avevamo promesso di abrogare e sostituire l'Obamacare con soluzioni conservatrici e riforme. È quello che propone questa legge». L'Obamacare venne approvato nel 2010 dalla maggioranza democratica dell'epoca. I repubblicani si sono da anni impegnati ad abolirla ma non tutti sembrano d'accordo sulla maniera di farlo.

Cosa cambia
Il progetto illustrato da Ryan, che verrà discusso nei prossimi mesi dal Congresso, sopprime l'obbligo di assicurarsi, chiave di volta dell'Obamacare, sgravando così i costi dello Stato federale, ma mantiene due altri capisaldi del sistema: la possibilità per i figli di restare nell'ambito della copertura dei genitori sino a 26 anni e il divieto alle assicurazioni di discriminare i pazienti in base ai loro precedenti sanitari.

Critiche
Per questo, alcuni parlamentari conservatori hanno cominciato a fare resistenza contro il progetto già battezzato «Ryancare». «Non è il disegno di che ci aspettavamo. È un passo nella direzione sbagliata» sostengono. La loro preoccupazione è che la riforma repubblicana non faccia abbastanza per ridurre i costi e aprire ancor più la Sanità statunitense al libero mercato. Il rischio non è trascurabile per i repubblicani al Congresso. Ipotizzando che tutti i democratici votino contro, il Grand old party può permettersi di perdere solo 21 voti alla Camera e non più di due al Senato. Trump sta per affrontare la sua prima, davvero impegnativa, sfida.