Continuano senza sosta ricerche sott'acqua nel Mar Nero

Aereo russo caduto il giorno di Natale, ritrovata la scatola nera

64 delle vittime erano membri del Coro dell'Armata Rossa, che doveva celebrare il nuovo anno con le truppe russe in Siria. Il ministero della Difesa ha escluso categoricamente l'ipotesi di un attentato terroristico

MOSCA - Proseguono senza sosta le ricerche dei resti del Tupolev militare russo, schiantatosi nel Mar Nero il 25 dicembre, dopo che è stata trovata e riportata in superficie la principale scatola nera. Secondo gli esperti, i dati provenienti dal registratore di volo parametrico sono in buone condizioni e possono essere estratti entro la fine della settimana. Il ritrovamento della scatola nera è avvenuto a una distanza di 1.600 metri dalla riva, ad una profondità di 17 metri; ora verrà analizzata all'Istituto centrale di ricerca a Lyubertsy.

Ritrovati grandi frammenti della fusoliera del Tu-154
Nel frattempo l'attività subacquea non si interrompe, nonostante le condizioni meteo in deterioramento. Gli specialisti russi del ministero delle Emergenze, tramite sonar a scansione laterale, stanno esaminando la zona sud dello schianto. In 70 immersioni sono stati rinvenuti grandi frammenti della fusoliera del Tu-154, sprofondato nelle acque al largo di Sochi. Mentre è stato già scandagliato il 100% della superficie del mare, dove è avvenuto lo schianto.

La tragedia del Coro dell'Armata Rossa
La tragedia aerea non è però ancora metabolizzata dalla società russa. 64 delle vittime erano membri del Coro dell'Armata Rossa, che doveva celebrare il nuovo anno con le truppe russe in Siria. Mosca, dopo la giornata di lutto nazionale, è come sprofondata in un abisso di tristezza e sgomento. Per quanto riguarda le cause dello schianto, la versione principale è considerata un guasto tecnico. In prima battuta il ministero della Difesa ha escluso categoricamente l'ipotesi di un attentato terroristico, che però talora rispunta come un fantasma.